Full text: de Sacrobosco, Johannes: La sfera di Messer Giovanni Sacrobosco tradotta emendata & distinta in capitoli da Pieruincentio Dante de Rinaldi con molte et utili annotazioni del Medesimo

rimo.

25. A nnotatione.

[figure]
L A vtore po-
ne ſolamente noue
Cieli, perche ſe bene
al ſuo tempo Alfon
ſo e altri autori haueuano gia
ſcorto nel ottaua Sfera il moto
della trepidatione, non dimeno
per eſſer tal opinione anchor fre
ſca, non era forſe anchor coſi ac
cettata da ognuno ne ancho dal
autor iſteſſo, come poi uediamo nè noſtri tempi eſſer ſtata diuul
gata dal Peurbachio & da altri moderni li quali conformi alla dot
trina d’Ariſtotile, non uolendo, che un ſemplice corpo habbia piu

d’un Moto proprio. Et ſcorgendo nel’ottaua Sfera tre diuerſi moui-
menti, cioè il moto diurno, & quello di cent’anni un grado & quel
lo della trepidatione, furono conſtretti (dando il moto della trepida-
tione al’ottaua Sfera) di porre i duoi Cieli ſuperiori. Ilnono che mo-
ueſſe l’ottaua Sfera in ogni cent’anni vn’grado, & il decimo moueſ
e di moto diurno.

Perche il naturale, e proprio ſito del mondo é la Sfara retta, e l’o-
bliqua depende piu dal noſtro modo d’intendere, & dalla noſtra ua
ria habitatione, che dalla natura ſteſſa, Di qui è che dal autore è
chiamato artificiale l’orizonte obliquo & non ilretto.

Angolo retto è quello, che la linea retta fa, quãdo che tocca un’al
tra linea retta perpendicularmente.

Angolo èacuto quello, che eminore d’unretto

Angolo ottuſo è quello, che é maggior d’un retto

Angoli Sferali coſi detti, Perche ſopra il corpo ſferico ui ſono gl’an
goli retti & obliqui come nel corpo piano:

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