Metadaten : Landini, Placido: Istoria dell'Oratorio di S. Maria del Bigallo e della venerabile Compagnia della Misericordia della città di Firenze

che  come  prima  entrano  faccino  creditori  tutti  li  Ministri  tempo -
  per  tempo,  e  quando  li  pagano  mese  per  mese,  gli  faccino
debitori,  e  non  vogliamo,  che  l'uno  Provveditore  possa  pagare  i
debiti  dell'  altro  paſſato,  senza  licenza  de'  Capitani,  cioè  di
tre  mesi,  che  lui  tiene  il  conto,  e  fa  polizza,  e  non  vogliamo,
che  poſſa  far  più  nè  tenere  il  libro  paſsati  i  tre  meſi,  come  sia
entrato  l'altro  Provveditore,  ſe  già  l'altro  non  lo  sostituisse  in
suo  ſcambio,  il  che  vogliamo  si  poſsa  far  lui,  o  altri,  e  l'ordine
del  trarre  danari  dal  Depositario,  vogliamo,  che  sia  questo,  e  cosi
dargliene,  e  prima  delle  Cassette,  vogliamo  s'aspertino  a  votare  a
quel  Provveditore,  che  terrà  il  conto,  sempre  in  presenza  d’uno
de'  Capitani,  e  di  detto  Depositario,  o  suo  mandato  ,  e  subito  che  i
danari  son  conti,  e  consegnati  vogliamo,  che  il  Depositario  gli
scriva  di  sua  mano  aver  ricevuti  in  su  un  libro,  che  sia  deputato -
  a  ciò  ,  e  cosi  vogliamo,  che  al  pagare  a  terze  persone,  o  a
trarre  danari  contanti,  o  dal  Depositario  per  spendere  in  cose
minute,  che  non  si  possono  avere  dagli  Artieri  nominati,  che
tutto  passi  per  polizza  di  detto  Provveditore,  la  quale  abbia  a
vedere  il  Provveditore  Generale  della  Compagnia,  e  soscriverla
ma  quando  non  fosse  soscritta,  non  possa  il  detto  Depositario
pagar  danari,  e  pagando  paghi  di  suo.  E  vogliamo,  che  come
prima  detto  Provveditore  del  morbo,  abbia  fatto  polizza  nessuna -
  a  detto  Depositario,  che  metta  a  uscita  da  mezzo  in  là,  o
del  libro  detto,  dove  il  Depositario  quello,  che  riceve,  tutto
quello,  che  egli  trae  per  polizza,  e  segnare  poi  la  scritta  al  libro -
  suo,  come  è  detto,  il  simile  si  faccia  d’ogni  altro  danaro
pervenisse  in  mano  al  Depositario,  fosse,  che  coſa  ſi  voleſse,  cioè
che  tutto  debba  scrivere  di  sua  mano,  e  cosi  il  Provveditore  mettere
a  uscita  quello,  che  avesse  per  polizza,  e  ancora  quando  si  traesse  a
detto  Depositario  per  ſtanziamento,  acciò  tutto  si  possa  vedere
sempre  nella  Compagnia,  senza  il  libro  del  Depositario,  e  perchè -
  è  detto,  che  ogni  Provveditore  debba  stare  sei  mesi,  e  che
dipoi  abbia  a  tenere  il  conto,  e  fare  le  polizze,  votare  le  cassette, -
  questo  si  fa,  acciò  che  quel  primo,  che  sia  stato  tre  mesi
possa  insegnare  tte  altri  mesi,  e  aiutare  a  quell'altro  di  quello
fuſsi  di  bisogno.  E  perchè  li  conti  non  vadino  a  lungo,  e  che
non  s'  inviluppino,  e  che  si  tragghino  saldi,  e  netti,  e  che  sempre -
  ſi  poſſa  giuſtificare  ognuno  di  tutte  le  coſe,  e  conti,  e  Miniſtri -
  della  Compagnia,  e  di  tal  cura  di  morbo,  vogliamo  s'  aspetti
a  detti  Provveditori,  e  non  ad  altri  con  quelli  modi,  ordini,
e  for¬
            
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