stratum extrahendum erat, prius ergatae stringi caeptae sunt, deinde ¬
calcati fuerunt vectes itâ, ut Obeliscus aliquantum sublevatus
remanserit, statimque per Fabros Lignarios, aliosque ad id destinatos ¬
utrinque cuneis fulcitus fuit; ipsius namque pes vehiculari
strato latior erat; sicque Obeliscus undique firmatus, situ tamen
aliquantulum altiori ab eo, quo fuerat extractus, cuneis insedit,
detractoque dicto vehiculari strato aptata fuerunt ossa aerea, quae
Obeliscum debebant sustentare, iis, quibus sua fulcra erant,
plumbo contectis. Post haec eâdem die rursus constrictae fuerunt
ergatae, calcatique vectes, intereaque cunei singillatim removebantur, ¬
& Obeliscus sensim demittebatur, donec ejusdem diei
vespere super ossibus quieverit; quamvis cum serò esset accomodari ¬
non potuerit, quod sequenti die praestitum, quâ etiam ad
perpendiculum positus est modo, qui caeteris omnibus facilior apparuit, ¬
dum dictus Obeliscus tabulatis, ferro, cannabisque tunc
communitus reperiretur; siquidem mihi jam innotuerat ipsum
duobus palmis qualibet sui facie decrescere, ideo lignum assumpsi
longitudinis palmorum 2, illoque in medio facierum sub acumine ¬
inserto, perpendiculum in medium faciei pedis decidit, ita
tamen, ut illum vix tangeret; sicque fuit accomodatus. Quia
verò ossa erant inaequalia, ideo quasdam ferreas laminas imponere ¬
operae pretium fuit. Deinde Obelisco, ac polispastis expoliandis ¬
insudatum est, & 27. ejusdem mensis omnia fuerunt detracta; ¬
quâ die Dominus Noster solemnem indixit supplicationem, ¬
ut Crux ex inaurato aere consecraretur, & Obeliscus
ipse expurgaretur, sacroque ritu initiaretur; dicta verò Crux
cum suis ornamentis supra Obeliscum eminet palmis 26, quibus
detractis eminet palmis 10, lata verò in brachiis palmis 8, in
scapo verò uno palmo minus tertiâ parte. Quo verò hanc Crucem ¬
eo, quo par est, honore prosequerentur Fideles, Dominus
Noster perpetuam concessit Indulgentiam annorum 10, totidemque ¬
quadrag. cuicumque, qui eo pertransiens contritus, suaque
peccata confessus Dominicalem Orationem, Salutationemque,
Angelicam recitaverit, debitoque eidem Cruci praestito obsequio, ¬
pro Ecclesiae felicitate, Romanoque Pontifice oraverit.
Obeliscus cum omnibus suis munimentis in altitudinem palmorum ¬
150 erigitur: computatâ verò plateae altitudine palmorum ¬
2 4, nec non intervallo, quod à fulcimentis occupatur
in quinque palmi quartis, ipsâque Crucis altitudine, idem
Obeliscus à plateae plano usque ad dictae Crucis fastigium palmis ¬
180 4/ extollitur.
Itaque post unius anni spatium feliciter Divino auxilio hujusmodi
tam arduo opere completo, omnium expensarum initus est calculus, ¬
patuitque illas, ornamentis etiam comprehensis, ad scutorum ¬
37975 summam ascendere, metallo tamen excepto, quod
ad Crucem, & ornamenta ejus, nec non 4 Leones conficien dos
inservivit, cum hoc ad R. C. A. spectiret; omnia tamen ligna, ¬
cannaba, ergatae, trochleae, polispasti, ferra menta, aliaque
hujuſmodi ſuperfuerunt.
TABULA LI.
MEnsire Obelisci, ac Stylobate.
TABULA LII.
ANgularis prospectus Obelisci.
Obelisci Constanti ad S. Joannem Lateranum transportatio.
Maximus eorum, qui Romam ducti fuerant, Obeliscus in Circo
Maximo cum alio, quem in Platea ad Populum erectum cernimus, ¬
conse pultus remanebat palmis 24, in tres diversas partes
confractus. Pedis fragmentum palmos aequabat 66, medium
aliud fragmentum 44, tertium de nique 35, una cum acumine
longitudinis palmorum 15 ità, ut integra hujus Obelisci longitudo ¬
palmos contineret 145, pedis verò crassitudo undequaque
spectati pal mos 13, unamque unciam compleret, servatâ tamen
proportione, cum formam perfecti quadrati non exhiberet: in quadraturae ¬
fastigio, ubi incipit acumen, latitudini pal. 8, unciarumque
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tidue mila novecento trent' otto libbre, ed a fare cinquecento dodici ¬
carrettate, e palmi ventitre, giacchè ogni trenta palmi fanno ¬
una carrettata. Per essere un luogo, dove sorgeva l’acqua,
convenne impiegar trecent’ uomini di continuo, giorno, e notte,
per cavarla, ed altri duecento per cavar la terra. Nè minor fatica
si richieſe per traſportarla, atteſa l'anguſtia, e le ſvolte delle strade,
ed il dover caminar quasi sempre all' erta per lo spazio di canne
mille cinquanta due , che fanno più d’un miglio, e mezzo. Il fondamento -
fu fatto palmi 40. si nella larghezza, ſi nella lunghezza,
ma nella profondità era palmi 42. Sopra esso fu fabbricato il piedestallo ¬
di travertino, alto dal suo nascimento fino sotto la Guglia
palmi trent’ otto, e largo palmi sedici , e mezzo , e nel dirizzarla
si tenne il medesimo modo, e si osservò il medesimo ordine, che
si fece a dirizzar quella della Piazza di S. Pietro, eccetto, che fu
neceſſario fare il Castello più alto di quell' altro palmi quaranta,
e più lungo palmi dodici, perchè dirizzato, che fu il primo pezzo
quasi al paro delle due prime colonne del Castello, che guardavano -
verso la Chiesa, reſtava tanto di Castello voto di dietro dal
primo pezzo, quanto era grosso il secondo, e questo faceva di bisogno ¬
, perchè, dov’ era piantato già il primo pezzo, non vi si poteva
tirare sopra il secondo, che era di carrettate cento cinquanta a
piombo, essendo impedito il luogo dal primo, ed il terzo di carrettate ¬
novanta ſopra il ſecondo, ſe il Caſtello non foſſe ſtato tanto ¬
lungo, che li sopranominati pezzi si fossero potuti tirar in alto
da una banda. E quando ciascuno di essi fu tirato a piombo con
Argani , e Taglie fino all’ altezza, dove avea da essere sopraposto
all' altro, furono messe due incavallature di grandissimi travi a traverso ¬
nella larghezza del Castello, fermate alle sue colonne
con puntelli sotto: perchè bisognava sostenerli in aria alquanto,
per levare tutte le Taglie, e disvestire tutti li canapi, e tornare
ad attaccarle più là sopra il pezzo inferiore, per potere condurli
al luogo loro a poco a poco; ed acciocchè nel sollevar detti pezzi
dall' incavallature suddette, non scorressero con troppa violenza
verso il centro, s’ era armata una Taglia per fianco attaccata a ciaschedun ¬
pezzo, che rispondeva ad un Argano, la quale, mentre
si sollevavano, s' andava allentando di mano in mano, sino che
ciascun pezzo pervenne al diritto del centro del pezzo inferiore.
Ma perchè essi tre pezzi erano piramidati, recavano con esso loro
non poca difficoltà per fare le legature, che stessero ferme, per
poterli alzare, diminuendo all' insù, perchè sarebbero sfuggite;
e delle ulivelle io non me ne poteva fidare per il troppo gran peso:
però giudicava difficilissimo il poterle legare, sicchè io ne restassi
sicuro, e mi diede occasione di soprapensarvi molto: perchè se
mi fossi risoluto ad involgere i canapi per di sotto a ciaschedun
pezzo, non ſi potevano poi congiungere l’uno ſopra l' altro pei
l'impedimento loro; e stando sopra questo pensiere, una notte
mi ſovvenne di far nell’ un pezzo, e nell' altro, dove ſi avevano
da congiungere insieme, un incassatura in forma di croce tagliata
cosi nel pezzo di sopra, come in quello di sotto; la quale invenzione ¬
mi giovò a due effetti, al primo perchè diede luogo all' ingombro ¬
delle legature, che quando si congiunsero insieme li due pezzi,
le corde restarono dentro allo spazio della sudetta incassatura, e
si potevano levare ad ogni piacere; al secondo servi per collegare
insieme un pezzo con l'altro, essendo ordinato quest' incavo a coda ¬
di rondine, cioè larghi in fondo, e stretti in bocca, e s' incontravano -
insieme quella del pezzo inferiore, con quella del superiore: ¬
e della medesima ſorte di pietra furono fatti li ripieni ma
schj secondo la medesima forma, per riempire il vacuo, larhgi da
capi, e ſtretti nel mezzo, i quali inzeppavano fino al centro
della Guglia in tutte quattro le facce, ed impiombati incatenavano ¬
il di sopra con il di sotto in modo fortissimo, talchè, se fosse
possibile alzarla, pigliandola nella ſommita, s' alzarebbero tutti
tre li pezzi insieme, come ſe foſse tutta d' un pezzo ſolo, e con maraviglia ¬
di chi la vide spezzata. Assettata che fu alli 10. d'Agosto
1588, giorno solenne del Glorioso Martire S. Lorenzo, con le medesime ¬
cerimonie solenni, che a quella di S. Pietro, vi fu consecrata ¬
la Croce,e postavi sopra con la stessa Indulgenza concessa da Noſtro ¬
Signore a chi paſsando vi farà riverenza, ed orazione; e furono ¬
fatti molti ſegni di giubilo con sparar mol ti pezzi d'Artiglieria ¬
nel Monte Celio, e tutti quelli di Castel S. Angelo ; e la Croce -
postavi sopra è alta palmi nove, e mezzo di modo, che tutta
la Guglia dal piano della Piazza ſino alla ſommità della Croce è
alta palmi dugento, e quattro.
L'altro