Q Conjunctiones, quibus cippus in medio aptabatur, trabesque
insternebantur, quibus alligabantur Polispasti.
R Ferrea vinculà ad validam lignorum copulationem.
5 Trabes, quae montem catenae instar muniebant ita, ut aperiri
non posset.
t Fulcra transversa, quae conjunctionum funes sustinebant, ac fulciebant. ¬
u Trabium capita supra conjunctiones.
« Zeugmata contignationem regentia.
z Forma unius columnae crassitudinem 4 trabium continentis, quae
usque ad plateae fundamentum protendebatur, dimidiam conjunctionem ¬
supra habens.
yFulcrum ex pluribus compactum trabibus.
TABULA XLVIII
DOstquam omnes armati fuerunt Polispasti, ergatae supra plateam ¬
fuerunt distributae, ut sequenti schemate apparet.
A Forma Cancelli plateam circumvallantis ad arcendam hominum
multitudinem, ne opus turbaretur.
B Ergatae in plateâ ad Obeliscum erigendum constitutae num. 44.
iis etiam quatuor computatis, quae ipsius Obelisci pedem protra
hebant.
Quatuor ergatae supra nominatae.
D Ichnographia montis circa contignationem, supra quem trahebatur ¬
Obeliscus.
E Ichnographia Contignationis in medio dicti montis.
F. Locus, per quem ascensus, descensusque ad dictum montem patebat
G Locus eminens, cui insidebat Architectus regendo operi de
stinatus.
H Cannaborum capita, quae trochleis ad montis radices uniebantur.
I Ejusdem montis munimen
K Parvae ergatae, supra quas ergatarum funes ducebantur, ne terram ¬
tangerent.
TABULA XLIX.
)Raecipuas inter partes, quae ad Obeliscum erigendum adhibitaesunt, ¬
consideranda potissimum occurrit platea pensilis es
humo aggesta stylobatae altitudinem exaequans, in quâ deinde ¬
Obeliscus ipse fuit collocatus. Ibidem etiam mira deprehenditur ¬
lignorum coassatio, quae basis instar tantae contignationis ¬
immensum sustinuit pondus, & ferrea Obelisci munitio ¬
conspicitur. Quae, ut dilucidentur magis, atque sub
oculos veluti proponantur, etiam polispasti duplices tribus Pyramidis ¬
faciebus annexi aliis ligneae contignationi adhaerentibus ¬
respondentes, quibus circumvoluti funes ad angularem
protendebantur sinum, ubi trochleae partim in summu crepedine, ¬
partim in subjectâ jacebant humo, sequentem exaravimus ¬
Iconismum, unde singula fiant manifestiora.
A Compactarum trabium antepagmenta, quae arcis ligneae ba
sim constituere.
B Contexta in transversum transtra cum asseribus decussatis.
praegrandibusque tabulatis, nec non antennis, ac trabibus
eorum foraminibus infixis.
C Trochleae duplices assurgentem adducentes Obeli scum.
D Trochleae sparta Obeliscum attollentia excipientes.
E Alia quæedam Trochleae in summâ crepedine versatiles.
F Aliquot etiam orbiculi humi appositi in plateâ communi propè ¬
suggestum, per quos motus communicabatur spartis versus
ergatas.
G Stylobatae planum, cui impositus fuit Obeliscus.
H Semita declivis, qua Opifices a subextenta planitie ad pensilem -
aream facilius conscendebant
I Locus editior, ubi, dum Obeliscus crigebatur, singula dirigebat ¬
Architectus.
L Obelisci facies cingulis ferreis cum Polispastis amicta
M Pyramidis latus Austro obversum, ac ferro pariter munitum ¬
cum Polispastis, ac Trochleis ei dem appensis.
N Latus alterum ad S. Officium spectans eodem modo instructum. ¬
1 Polispasti Obeli scum promoventes.
a Obeliscum excitantes Polispasti.
3 Polee, o vero Girelle semplici per fermare la vacillazione del
peso.
a. Piazza Vaticana.
5 Abitazione verso il Ponte S. Angelo.
TAVOLA L.
Cciocchè non restasse indietrol' essenzialissima parte non dimostrata ¬
dal Cavalirr Domenico, abbiamo composta.
e messa insieme per maggior godimento dell impresa, ed aggiun
ta la veduta generale delle Macchine, Strade, Piazza Pensile,
situazione dell' Obelisco, e steccati attorno, che chiudevano gran
parte della Piazza comune, e dentro li quali furono collocati gli
Argani vestiti de loro ordegni in atto di lavoro. Fu senza dubbio ¬
cosa maravigliosa nel comune moto di questi vedere con talordinanza, ¬
e temperato regolamento moversi insieme; poiche
l'impazienza de cavalli, ed incapacità de Manuali difficilmen
te permettono quell uguaglianza, per andare a ferire in vicinanza ¬
del Castello con forza abile a movere l'Obelisco; giusto
appunto come accade ai Torrenti di variato corso tendenti verse
il centro, a comporre fiumi di unita velocità. Tutto procede
dall' Architetto come Capo direttore, che in Suggesto elevato
si rendeva vi sibile a' Capi operarj, e dava i cenni per il governo
dell' impresa.
A Strada, e Piazza Pensile, che servi di condotta, e posamento
alle Macchine per l'erezione dell' Obelisco.
B Parti angolari del Castello composto di legnami, situate sopra il
terreno basso, e l'altre nel terreno elevato.
C Obelisco stratato sopra lo Straſcino dentro il Castello.
D Argini armati, che imprigionavano il terreno elevato della
Strada, e Piazza pensile
E Suggesto elevato, dove ri siede l'Architetto, e direttore dell' Impresa. ¬
E Situazione delle Polee nel piano della Piazza comune.
G Declivio manufatto, per il quale dalla Piazza comune ascendevano ¬
gli Operarj alla Piazza Pensile.
H Situazione delli quarant Argani, col moto de quali si sollevò
l'Obelisco.
I Quattro Argani, che tiravano il piede dell' Obelisco verso la
situazione.
K Curri Cilindrici, che facilitavano il corso delle corde sul
Terreno
L Altri quattro Argani vestiti, allestiti in caso di bisogno, in tutto ¬
numero 48.
M Incavallature sopra il Castello, alle quali erano attaccate le
Taglie, che sostenevano il peso dell' Obelisco.
N Canapi, che scorrevano nelle Taglie, c Folce, e si volgevano
attorno al fuso dell' Argano.
O Cavalli preparati per rinforzo in caso di bisogno.
P Steccato attorno le Macchine per difesa
R Processione, che si fece per il buon efito dell' impresa.
S Strade, e case in faccia al Tempio verso la Città.
Finalmente il di 10. Settembre 1586, giorno parimente di Mercoledi,
essendo in pronto ogni cosa, fatta orazione a Dio, come si fece nella ¬
prima alzata, che ne concedesse prospero successo a gloria sua,
si distribui ciascuno al suo luogo, ed allo spuntare dell' Alba furono
tutti in ordine, e si cominciò con quarant' Argani, cento quaranta
cavalli, ed ottocento Uomini, coi medesimi segni della Tromba,
e della campanella per lavorare, e per fermarsi; e mentre la punta -
della Guglia s' andava alzando, li quattro Argani posti all' incontro ¬
ſempre mai tiravano il piede innanzi di modo, che le corde, ¬
che tiravano la Guglia in su, la voravano a piombo , e non aveano -
da tirarsi dietro la Guglia, ne manco aveano da contrastare
contro il piede di essa, che foſse fermato, come già dissi, che
dovettero fare gli Antichi, anzi che, mentre la punta ſi ſollevava
più da terra, ſempre il peso ſminuiva correndo sul piede, che di
mano in mano ſe le tirava sotto: sicchè con maggior facilità assai
si dirizzava; e quando fu alzata a mezzo, si fermò puntellandola,
finchè tutti li lavoranti, e gli altri, che ajutavano all' impresa
deſinarono. Dopo mangiare tornato ogn' uno al lavoro, con molta ¬
diligenza si seguitava innanzi; ed in cinquanta due mosse nel
tramontar del Sole la Guglia fu diritta sopra il Piedeſtallo: ma
ſotto lei ſtava lo ſtraſcino, che ella medeſima s' era tirato ſotto
mentre s'alzava. Sette giorni seguenti si consumarono in tornare
a rassettare gli Argani, ed attaccar le taglie a tutte quattro le fac
ce della