G Clavuli transversas trabes H sustentantes, quibus trabibus aliae trabes ¬
I, horizontaliter positae insistunt.
K Clavuli cum inferioribus transversis trabibus L, quae resistunt, &
elevationem dictarum horizontalium trabium I impediunt, quae
a pondere N producitur.
M Parvum calopodium supra Balaustium, cui trabes I horizontaliter ¬
positae firmantur.
N Candela, que juncta dictis trabibus I horizontaliter positis pontem ¬
sustinent.
O Transversae trabes clavulorum ope Candelis firmatae, ac pontis pla
num sustinentes.
P Pontis planum.
TABULA XXXI.
Ypus Contignationis ad mutandum unum ex epystiliis Columnarum, ¬
quae in porticu Ecclesiae, quam Rotundam vocant, reperiuntur: ¬
haec autem contignatio supercilium, parietem, & quidquid ¬
a columnâ sustinetur, facilè potest sustinere.
TABULA XXXII.
Ypus Contignationis ad mutandam unam ex columnis porticus
ejusdem Ecclesiae.
TABULA XXXIII.
Ontignatio, quae in cavo anaglyphorum Columnae Trajanae eformando ¬
fuit adhibita.
TABULA XXXIV.
Ontignatio, quae ad ornamentum Confessionis SS. Apostolorum
in Vaticano expoliendum inservivit.
TABULA XXXV.
Ypus Contignationis in prospectu ad Columnam Antoninam
excitandam.
TABULA XXXVI.
DRaecedens Typus sub alio aspectu majoris claritatis gratiâ, cum iisdem ¬
ichnographiâ, & scenographiâ.
De Translatione Obelisci Vaticani, aliorumque
ab Equite DOMINICO FONTANA suscepta,
quae, prout ab eodem descripta
fuit, exhibetur.
Ulgata fama de Obelisci Vaticani suscipienda translatione,
tot, tantique Mechanicae, Architecturae, aliique
similium artium peritissimi Viri Romam confluxerunt,
non modo ex remotioribus Italiae partibus, verum
etiam ex Rhodo Insula, & Gracia, ut 18. Septembris
anni 1585. quingenti circiter numerari potuerint in Congregatione ¬
ad hujuſmodi opus a Summo Pontifice Syxto V. inſtituta. Horum ¬
quilibet, quidquid in hoc juxta sui ingenii vires excogitave
rat, per typos, aut modulos, ſive in ſcriptis, ſeu voce patefecit;
plerique tamen senserunt Obeliscum situ erecto transferendum esse;
difficillimum quippe visum ipsis fuit, eum rursus erigi posse, si
forte prius humi sterneretur: facilius, tutiusque, spectato non minus ¬
machinae pondere, quam magnitudine, si motu quodam medio
de uno in alium locum erecto situ transferretur; Aliis vero placuit,
Obeliscum non solum hoc modo transferendum, sed etiam una simul ¬
stylobatam, & basim; Aliis contra transportandum censentibus ¬
nec erectum, nec humi protensum, sed 45 horizontis gradibus
inclinatum. Nec defuere, qui varios hujus Obelisci erigendi modos ¬
suppeditarunt, vel per vectem instar staterae, vel per cochleas,
seu rotas. Tot inter peritissimos Viros, & mihi aditus patuit;
ideòque typum protuli ligneum, in quo plumbea pyramis funibus,
trochleis, parvulisque ejusdem typi instrumentis aptabatur, & in
dicta Congregatione, videntibus etiam iis omnibus hujusce artis praestantissimis ¬
Viris, dictam pyramidem sustuli, illaque paulatim demissa ¬
simul verbis exposui rationes, & fundamenta cujuscunque mo¬12
glio inteso, per sortire prospero fine, di tutti gli altri, che
ivi furono proferiti: e di comune consentimento di tutta la
Congregazione fu eletto, ed approvato, per servirsene nel trasportare -
la Guglia, laſciando da banda tutti gli altri. Vera cosa ¬
è, che per lo gran desiderio, che quei Signori aveano, che
la coſa succedesse bene, caddero in timore dell' età mia, dicendo, ¬
che io era troppo giovane a tanto incarco, non pasſando -
io anni 42. credendo eglino, che fosse necessario un uomo ¬
attempato nell'arte di mover pesi; acciocchè con maturo,
e tardo discorso eseguisse di parte in parte, quanto nel modello ¬
ſi moſtrava. Stabilirono perciò, che l' impreſa ſi consegnaſſe
a Messer Bartolomeo Amannati Fiorentino, uomo di età di sessantacinque ¬
anni, assegnandogli in ajuto Messer Giacopo della
Porta, acciocchè ambedue di compagnia avessero col mio trovato ¬
a condurre a buon fine quanto si desiderava. In questa
maniera fu conclusa la Congregazione, e con mio gran contento -
per certo in questa parte almeno, che fra tanti belli ingegni, ¬
e modelli diversi l' invenzione mia foſse poſta innanzi,
ſcelta, ed approvata per la migliore, ed aſsegnata a due valenti -
Architetti, per eſsere adoperata a tanto effetto, e reſtai
libero da ogni pensiero, che mi potesse arrecare, il menar a
fine opera cosi importante, e difficile, e piena di rischj, e
pericoli, non tentata ancora da neſsun altro.
Ma dopo alcuni giorni essendo io ricercato da NOSTRO SIGNORE
del mio giudizio sopra le deliberazioni già preſe, riſposi, che
eſsendo io molto deſideroſo, che l' impreſa riuſciſse a buon porto, ¬
e dubitando, che (se per ventura nell’eseguire, che altri
aveſse fatta la mia invenzione, foſse intravenuto qua che sinistro accidente) ¬
credeſse alcuno, che ciò foſse avvenuto per difetto del
mio modello ; io era venuto in gran pensiero, e parevami per
questo rispetto patire un poco di torto: atteso che io giudicava, ¬
che alcuno non poteſse mai eféguire cosi bene l' invenzione ¬
altrui quanto l'Inventore iſteſso: essendo che non ſi trova
uomo, che possa appieno intender mai l’ intenzione , o penſiero ¬
dell' altr uomo. Allora NoSTRO SIGNORE ordinò, che
io solo dovessi dar principio all' opera, ed eseguire la mia in
tenzione, e ſubitamente m’ inviai con cinquant uomini a far cavar ¬
il foſso, dove s'avea da gettare il fondamento, ſu la piazza
di S. Pietro, nel medeſimo luogo, dove prima era ſtato piantato ¬
un Trave per ſegno dall'Amannati, e da Messer Giacopo
della Porta, che è dirimpetto alla Porta principale della sud
detta Chiesa; e questo fu in giorno di Mercoledi alli 25. del
detto Mese di Settembre, giorno veramente notabile, e fortunato -
nel corso della vita , azioni , e grandezze di NOSTRO
SIGNORE, perchè in tal giorno fu creato Veſcovo, e successivamente ¬
esaltato alla dignità di Cardinale, ed all' ultimo fe
licemente aſsunto al sommo grado di Pontefice, e coronato
nel medesimo giorno.
Ora cominciatosi a cavare il fondamento si fece quadrato di palmi
ſeſsanta per faccia, cupo palmi trentatre, e per non trovarsi
buon fondo, essendo terreno fangoso, e cretoso con acqua asſai ¬
: fu bisogno palificare nel fondo del foſso con travicelli di
Quercia, e di Castagno scorzati, che si sogliono conservare
perpetui ſotto terra; erano lunghi l' uno palmi 25. grossi un
palmo di diametro, battuti con battipalo con gran diligenza
La materia del fondamento è di pietra ſelice ſpezzata minutamente, ¬
e pezzi di mattoni con buona calce fatta con la pozzolana, ¬
la quale fa grandissima preſa, ed in detto fondamento
in molti luoghi ſi gettarono medaglie di bronzo in memoria
del fatto, fra le quali particolarmente furono due cassette di
travertino dentrovi dodici medaglie per ciaſcuna, le quali aveano ¬
da una banda scolpita l' immagine di NOSTRO SIGNORE, e
li roveſcj di molte ſorti: perocchè in alcune si scopriva un uomo, ¬
che dorme alla Campagna sotto a un albero con il motto ¬
attorno : Perfecta securitas: altre tre monti, e sopra dalla
banda deſtra una cornucopia, dalla banda sinistra un ramo di
lauro, e nella ſommità una ſpada con la punta volta verso il
Cielo, che serve per perno d’ un pajo di bilance col motto:
Fecit in monte convivium pinguium: In altre vedeasi S. Franceſco ¬
in ginocchioni avanti al Crocifisso con la Chiesa, che rovina, ¬
ed il motto: Vade Francisce, & repara: in altre finalmente -
da una banda appariva l’ effigie di Papa Pio Quinto,
e nel roveſcio o la Religione, o la Giuſtizia.
E perchè