Full text : Zabaglia, Niccola: Castelli, e ponti

altitudinis  portiones  (quoniam  queelibet  portio  uno  gradudecrescit)
unam,  quam  ipsi  vocant  elevationem,  efficiunt.  Prima  portio,  quae
ex  duodecim  constat  gradibus,  denominatur  Caudex,  aliae  vero,  ab
undecim  gradibus  usque  ad  sex,  appellantur  portiones,  reliquae  verò,
ex  quinque  usque  ad  duas,  Vertices  nuncupantur:  portiones  autem
non  secus,  ac  vertices  à  numero  graduum,  quibus  fiunt,  nomen
sortiuntur  :  F  Scalae  Caudex  :  G  Portio  ex  novem  :  H  Vertex
ex  quinque.
I  Buccula  ex  laminâ  ferreâ  palmi  unius  cum  cavo  unciarum  sex:  ex
his  ope  dicti  cavi  duae  efformantur  maxillae,  quibus  gradus  inseritur,
&  aures,  ita  tamen,  ut  gradus  uni,  aures  verò  alteri  maxillae  assignentur ¬
  :  K  Cavum:  L'Maxillae.
M.Aures  longae  unciis  tribus  4,  quibus  Maxillae  buccularum  superioris
scalae  inseruntur.
N  Gradus,  cui  inferioris  scalae  bucculae  inseruntur.
O  Scala  cum  alterâ  per  lineam  rectam  conjuncta,  hocque  modo  scalae
excitantur  ex  tot  quidem  portionibus,  quot  opus  fuerit.
P  Aperturae,  seu  Coxae  largae  unciis  quatuor  supra  dimidiam,  crassae
unciis  tribus,  Caudice  excepto,  qui  ab  imo  medium  usque,  juxta  cras
situdinem  unciarum  trium  supra  dimidiam,  componitur.
Distantia  inter  unam,  &  alteram  coxam,  seu  aperturam  in  duobus  palmis
ab  imo,  &  a  capite  in  uno  palmo  supra  dimidium:  earum  regulae,  seu
gradus  latitudinem  continent  unciarum  2,  crassitudinem  unius,  pariterque ¬
  ex  populo  componuntur,  excepto  gradu  illo,  qui  in  imo,
illoque,  qui  in  capite  reperitur,  auresque  efformat:  uti  etiam  aliquo ¬
  excepto,  qui  in  medio:  hi  si  quidem  ex  ulmo  ad  majus  tutamen ¬
  componuntur.
Caudex  suas  solum  bucculas  habet  in  capite:  portiones  tum  in  capite,
tum  in  pedibus:  vertices  verò  tantum  in  pedibus:  verticibus  tamen
nullae  sunt  aures.
Instrumenta,  quibus  apparatuum  Instructores  utuntur.
Q  Sporta  una  cum  unco  scalae  appendenda.
R  Pulvilli  vertici  ſcalae  aptandi  :  S  Malleus:  TAscopera  ad  cingulum ¬
  alliganda,  in  quam  malleus,  &  quidam  crassi,  brevesque  clavi ¬
  immittuntur:  V  Rotula  unco  instructa  gradibus  in  vertice  scalae
apponenda  cum  funiculo,  qui  per  eam  labatur,  ad  apparatus  attol
lendos:  X  Faſciola  aciculis  plena  ad  apparatus  firmandos  idoneis,
quam  illi  finiſtro  pulsui  alligant.
TABULA  IX.
Ira  est  ars  ab  apparatuum  Instructoribus  inventa,  quà  scalae,  &
Aadduntur,  &  pro  ut  opus  fuerit  diminuuntur  ita,  ut  harum
ope  in  locis,  ſeu  positionibus  incommodis,  difficilibus,  ac  periculosis ¬
  agere,  operarique  audacter  possint,  summaque  facilitate.
ac  brevi  temporis  ſpatio  magnificum  apparatum  instruere,  &  juxta ¬
  quemcumque  Architecturae  typum  prospectus,  atque  ornamenta ¬
  conficere,  quae  cum  phrygio  opere  certare  videantur.
A  Apparatuum  Instructor  portionem  sustinens  ad  scalam  augendam.
B  Apparatuum  Instructor,  qui,  crure  inter  unum,  &  alterum  gradum
posito,  portionem  excitat.
C  Apparatuum  Instructor,  qui,  calcato  ad  parietem  pede  ,  &  scalà  ab
ipso  pariete  vi  femoris  remotâ,  portionem  bucculis  inserit.
D  Apparatuum  Instructor,  qui  scalae  adhaeret  uno  tantum  crure  eidem ¬
  implexo,  remanetque  &  corpore  expeditus,  &  manibus  praeser
tim,  quibus  agat,  &  operetur.
E  Apparatuum  Instructor,  dum  operatur  sub  arcubus  expeditus,  ut
supra,  ſed  ex  parte  aversâ  consistens.
F  Modus  sustinendi  scalas  cum  funibus  ad  fornices,  &  laquearia  exornanda. ¬

G  Apparatuum  Instructor  fune  alligatus,  lignoque,  seu  cantherio
cui  pulvillus,  inſidens,  (lignum,  uti  &  pulvillus  in  vertice  ipsius
funis  firmantur  )  in  altum  deinde  adductus  fornices,  &  laquearia
instruit.
HI  Scalae  transportatio  cum  apparatuum  Instructore  ad  verticem.
H  Apparatuum  Inſtructor,  qui  vi  femoris  scalam  a  muro  removens
manibus  muro  inhaerentibus  incedit,  simulque  efficit,  ut  etiam
ſcala  cum  ipso  incedat.  I  Duo  apparatuum  Instructores,  qui  ad
scalae  pedes  ita  incedunt,  ut  in  vertice  incedentis  passus  prosequantur. ¬

K  Funis,  qui  gradus  inter  convolutus  scalam  munit,  roboratque.
LL  Apparatuum  Instructor  transportans  scalam  quinque  partibus,
&  uno  vertice  formatam;  haec  scala  70  palmis  altior  est,  &
ponderi  librarum  circiter  300  aequatur.  Si  vero  haæec  eadem
scala  majori  portionum  numero  componatur,  minuitur  id,  quod

potendosi  portare  da  un  sol  uomo  .  Sino  alla  detta  altezza  non
accade  fortificarla  con  soſtegni;  ma,  essendo  più  lunga,  si  fortifica ¬
  al  terzo  dell'  intera  lunghezza,  o  con  un  altra  ſcala,  o
con  un  Cavalletto,  come  in  S.  Pietro,  ſegnato  nella  Tavola -
  X.  ,  dove  le  ſcale  ſi  alzano  più  di  novanta  palmi.
TAVOLA  X.
L  Castello  ferve  per  più  usi  ,  e  principalmente  per  spolvera« -
  re  la  Baſilica  .  Contiene  per  maggior  comodo  più  ordini  di
ponti  colle  loro  ſcale  per  ſalire  agiatamente.  E  piantato  ſopra
quattro  ruote  per  traſportarlo  con  facilità,  ove  richieda  il  bisogno, ¬
  ſterzando  le  prime  due.  Oltre  a  queſto  ve  ne  ſono  due
altri  di  minore  ,  e  tra  di  loro  di  differente  altezza,  e  ſecon
do  il  nuovo  pensiero  sono  per  farsi  in  maniera,  ed  a  misura  di
soprapporre,  occorrendo,  al  primo  il  secondo,  al  secondo  il
terzo;  ed  atteso  il  comodo  di  collocare  Argani,  o  altri  ſtromenti ¬
  ſopra  la  volta  della  Chieſa,  e  far  passare  per  li  fori  d'
essa  le  funi,  ſi  potrauno  alzare  con  ſomma  facilità,  e  coll'aju
to  delle  Ventole  traſportare  sicuramente  dovunque  si  voglia.
A  Castello.
B  Cavalletto  per-soſtegno  delle  ſcale  dei  Festajuoli,  come  si  è  det
to  nella  Tavola  paſsata.
C  Carriuolo  per  trasportare  Candelieri,  Parati,  ed  ogni  altro  Ornato ¬
  per  la  Chiesa.
TAVOLA  XI.
L'  Imbiancatori,  che  di  tre  sorti  di  ponti  portatili,  leggieri, ¬
  e  semplici  si  servono  per  ispolverare,  imbiancare,  e  colorire, ¬
  hanno  il  lor  particolare  pregio.  Si  servono  essi  della  Bilancia ¬
  ,  del  Cavalletto,  e  di  due  ſcale,  lunga  l'  una,  corta
l'  altra:
La  Bilancia  è  composta  principalmente  di  tre  travicelli  ,  sopradei ¬
  quali  sono  fermate  quattro  tavole,  due  da  capo,  e  due  da
piedi,  rimanendo  la  Bilancia  aperta  nel  mezzo,  dovendo  pasſare -
  per  tale  apertura  le  funi,  ed  i  secchj.  Se  ne  servono  per
le  sommità,  e  per  li  fianchi  delle  volte  ,  tirandola  coll'  ajuto
delle  Taglie  da  quella  parte  ,  che  vogliono.
A  Imbiancatore,  che,  accomodata  la  fune  alle  Taglie,  tira  in  alto
ſe  ſteſſo,  e  la  bilancia.
B  Altro  Imbiancatore  ,  che  ajuta  a  tirare  quando  bisogna.
C  Bilancia  alzata  al  ſuo  termine.
D  Fune  del  Tirante  fermata  al  travicello  di  mezzo.
E  Fune  fermata  alla  maniglia  della  Taglia  per  tirare  la  Bilancia
ora  da  una  parte,  ed  ora  dall'  altra,  per  arrivare  ad  imbian
care  tutta  la  volta,  ed  anche  le  pareti  con  calarla.
F  Imbiancatore,  che  ſpolvera,  o  imbianca  la  volta  dalla  Bilancia
G  Imbiancatore,  che  spolvera,  o  imbianca  dal  Cornicione.
Il  Cavalletto  è  composto  di  un  Tavolone,  di  due  Traverse,  e  di
quattro  piedi  :  il  Tavolone,  e  le  Traverse  sono  ſempre  le  medeſime, ¬
  i  quattro  piedi  più  lunghi,  o  più  corti,  secondo  il  bisogno ¬
  :  i  più  corti  non  sono  meno  di  ſette  palmi,  ed  i  più
lunghi  non  più  di  trentatre.
H  Cavalletto,  ſi  alza  facilmente  con  accostare  per  lungo  il  Tavo
lone  al  muro,  e  con  mettere  ne'  due  buchi  vicino  a  terra  due
travicelli,  per  mezzo  dei  quali  si  alza  il  Tavolone  appoggiandolo ¬
  al  muro,  e  con  essi  ,  e  coll'  appoggio  del  muro  F  sostiene ¬
  alzato,  ſin  tanto,  che  non  siano  messi  gli  altri  due  travicelli ¬
  negli  altri  due  buchi  ,  dopo  di  che  si  fermano  i  piedi  tutti
colle  Traverse,  e  funi.
Le  loro  ſcale  sono  come  quelle  dei  Muratori  :  della  più  corta  si
servono  con  isporgerla  in  fuori  di  qualche  finestra;  della  più
lunga  con  ſoſpenderla  in  piano  a  guiſa  di  bilancia;  e  nell'  uno,
e  nell'altro  caso  vi  mettono  sopra  una  tavola  per  potervi  stare
in  piedi,  ed  operare.
I  Scala  con  tavola,  che  sporge  in  fuora  da  qualche  finestra,  appoggia ¬
  di  dentro  in  piano  ad  un  cavalletto,  ed  è  assicurata,  o
con  peso,  o  con  puntello,  o  con  un  uomo  sopra,  acciocchè
non  trabocchi  in  fuora  pel  peso  dell'  Imbiancatore.
K  Imbiancatore  ſopra  la  ſcala  inalzata  orizontalmente  colle  taglie ¬
  legate  a  due  Falconi  al  pari  del  tetto,  che  dopo  aver
imbian-
            

Heber ben Entwurf einer Novelle zum österreichischen a. b. Gb. 143
Schlußsatzes des § 19148) das Gericht auch mangels obiger Be-
stimmung im Einzelfall darüber entscheiden könnte.
lieber die Berufung zur Bormuudschaft heißt es im § 37
Entw.: „Wenn letztwillig kein oder kein fähiger Vormund berufen
wurde, so ist die Vormundschaft vor allen der ehelichen Mutter,
dann dem väterlichen Großvater, sodann der väterlichen Groß-
mutter, endlich dem nächsten Verwandten anzuvertrauen, aus
mehreren gleich nahen aber in der Regel dem älteren."
Diese formalen Weisungen sind nicht als gelungen zu be-
zeichnen. Warum z. B. die väterlichen Aszendenten einen Vor-
zug vor den mütterlichen verdienen und unter gleich nahen
Verwandten der ältere, ist nicht einzusehen.4f>) Wenn auch letz-
teres nur „in der Regel" befolgt sein muß, so weiß man doch,
wie leicht solche Bestimmungen in der Praxis zur f e st e n Regel
werden. Hier wäre eine dem schweizer Art. 380 entsprechende
Norm entschieden vorzuziehen (vgl. auch § 1779 BGB.).
Sonderbar berührt auch der nächste §, der die Vormünderin
nichts weniger als freundlich behandelt. Ist die eheliche Mutter
zum Vormund bestellt und hat der Vater die Bestellung eines
Mitvormundes letztwillig angeordnet, so hat das Gericht einen
Mann als Mitvormund zu ernennen. Für diese unverständliche
Bestimmung fehlt in den Mot. jede Begründung — warum soll
sich das nur auf den Fall beziehen, wo die eheliche Mutter
zum Vormund bestellt wurde? warum nicht auch für den, wo
ein Witwer seine Mutter oder Schwester zum Vormund erwählte?
warum muß der Mitvormund ein Mann sein? und warum soll,
sich schließlich die ganze Bestimmung nur auf die Vormünderin
beziehen, nicht auch auf den Vormund, dem der Vater letztwillig
einen Mitvormund beistellen möchte?50) Ferner soll der Vor-
münderin auch ein Mann als Mitvormund ernannt werden,
wenn: „es die Vormünderin verlangt", oder das Gericht „aus
besonderen Gründen, insbesondere wegen des Umfanges oder
48) § 191 a. b. Gb.: Untauglich zur Vormundschaft überhaupt sind
diejenigen.von denen.eine nützliche Verwaltung des
Vermögens nicht zu erwarten ist.
49) Vgl. dagegen auch E. A d l e r, Die unehelichen Kinder im Ent. 14.
60) Vgl. Ehrenzweig, Gutachten über den Entw. 29.

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