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si dal suo esempio molti Nobili Volterrani si fecero quivi Monaci, e donarono -
le terre del piano sotto Monte Brodoni. Morto Guidotto suo fratello, -
l'altro, detto Ingniramo, non avendo figli, si fece Cavaliere di S.
Jacopo d'Altopascio, e donò i suoi beni al detto Spedale; ma pentitoli
ritornato a Volterra, essendovi il Generale Gherardo, fu accettato, come -
il Padre, per figlio di quel Monastero, che l'istitui erede universale di
tutti i suoi beni il di 6. di Novembre; ma dopo un'anno se ne mori, e fu
sepolto accanto al Padre. Jacopo alla fine carico di meriti ſe ne paſsò all'
altra vita, l'anno 1292. il di 13. di Aprile, l'anno sessantesimo della suz
conversione. Fu sepolto con grand'onore in S. Giusto, e non molto dopo
gu fu eretto un'Altare. L'anno 1579. del mese di Dicembre d'ordine di un
Visitatore Apostolico fu traslatato il santo Corpo sotto l'Altare delle Campane; -
quivi S. D. M. operò molti miracoli per i meriti , e intercessione di
di cost gran Beato. Razzi a carte 75. delle sue Vite de' Santi; Raffaello
Maffei Volterrano, che scrisse la sua vita. Il Tempio di S. Giusto, e Clemente -
di Volterra fu fondato nel fine dell'Imperio di Giustiniano da Alchi
Presidente, per i miracoli, che facevano queti Santi. Lo consacrò Mauro -
Vescovo. Per il gran concorso del Popolo fu fabbricato il Castello di San
Giusto, e quello di Monte Brodoni. I Goti avendo abbattuto Volterra.
ancora il Tempio fu desolato. Ottone Imperatore la riedificò , dicendosi
Ottonia. Goffredo di Stirpe Regia, Vescovo di Volterra, restaurò il Tempio -
di S. Giuſto, e alla presenza del Clero, e del Popolo fabbricò un Tempio, -
e un Monastero sopra il Monte Nibbio, disegnando col Pastorale il
luógo, e vi pose i Monaci di S. Benedetto: lo dotò , e arricchi di molte
possessioni, livelli, censi , e di tutto quello, che prima apparteneva a San
Giusto, e Clemente; come si vede dalla sua cartella della fondazione, che
è in detto Archivio di S. Giusto. Guido suo Successore confermò una tal
donazione, essendo Papa Benedetto, che scomunica chi gli usurpa i beni.,
e Corrado Imperadore, l'anno 1034. Raimberto fu il primo Abate. Li
succedette Andrea l'anno 1052., poi Stefano , al quale il Vescovo concedette -
l'esenzione del fodero. Il Monastero allora era vicino al Castello di
S. Giusto. Li succedè Guglielmo Abate. Dopo questo i Monaci si diedero -
al sacro Eremo; come dice il Fortunio nel lib. 2. a carte 146., e presero -
l'abito bianco Camaldolese. Li succedè Bonino Abbate; poi Guido;
poitAzzo, che si affaticò di ritrovare i Corpi de'Ss. Confessori, e rifare ciò
che per le guerre si era perduto, consistente in Calici d'argento, e preziosi
ornamenti. Ridolfo Generale di Camaldoli lo visitò , e pose alla custodia del
Teſoro Carino, Pietro Monaci, e Oderigo , Cittadino Volterrano. Ad
Azzo succedè Guido, poi Ugo, poi Giovanni, lanno 1191., ricercò il corpo -
di S. Clemente, e ritrovò quello di S. Attinea, e Griciniana Martiri.
II Veſcovo, e il Clero, e il Popolo li portarono alla Basilica del Monastero, -
e sotto l'Altar maggiore li collocarono il di 15. Luglio; decre ando
Innocenzo III., che si facesse la Feta. Li succedette Tommaso, poi Stefano, -
che operò, che la Chiesa di S. Marco fosse unita a S. Giusto, con
le Chiese di S. Bartolomeo, di S. Barbera, e S. Lucia, lano 121j.
riconobbe i termini de' poderi di Lajatico. Li succedette Martino, che
fece