DELLE MATERIÉ
si proporzioni alla delicatezza loro. Avvertasi anche che
gl'intercolunnii inferiori sieno proporzionati ai superiori.
Si consiglia in questi casi di fare il primo piano ad arcate -
evitando le inconvenienze della soprapposizione. V.
G. II. 109. e 110.
SORBO, (Pirus sorbus). Cresce assai tardo, ma il
legno riesce durissimo, ed atto a formare le viti degli strettoj, -
macchine e lavori di tornio. H. G. IX. 187.
SORGENTI dei fonti, s' innalzano per l'angustia delle
vene. VIII. 29. Vedi G. I. Lib. VIII.
SOSTRUZIONI: somma cura per prevenire i danni
che porta la terra aumentando, per le acque, di peso e di
volume. VI. 65. Contrafforti. ivi 66. Tanto distanti fra loro
quanto è l'altezza della sostruzione, ed abbiano la medesima -
grossezza di questa; si restringano poi gradatamente
fino che alla sommità abbiano la grossezza dell' opera. 67.
Verso il terreno si costruisca al muro certi denti a sega
della grossezza del muro, che si discostino quanta è l'altezza -
della sostruzione. ivi.
SPAGNA, aveva le abitazioni di assicelle di rovere e
strami. H. 11. Offre molte varietà di diaspro. II. G. VII. 155.
SPECULAZIONE, scienza di ben concepire un edisizio. -
I. N. 1. 37.
SPEDALI. Su questa specie di costruzione crediamo
di trascrivere tutto ciò che Leon Battista Alberti espone
nel cap. 8. del suo Lib. V. si perchè le avvertenze generali -
sono pienamente indicate, si perchè accenna che simili -
edificu non solo sono destinati per gl'infermi, ma
benanche per gli mendici. Ecco le sue parole: „ Il luogo
„ per gli spedali, dove abbiasi ad esercitare l'officio della
„ pietà verso i poveri e gli abbandonati, dev' essere vario,
„e collocato con grandissima diligenza, in altro luogo
„ dovendosi alloggiare i poveri abbandonati, ed in altro
„ ricreare e risanare gl'infermi. E fra questi ancora biso¬„ -
gna aver cura che alcuni pochi e disutili, non nuocano
„ ai più, che possono tornar utili. Sono stati alcuni Prin¬„ -
cipi in Italia, che non hanno voluto che nelle loro città
„ vadano accattando certi poveri storpj e stracciati, e pe¬„ -
rò era fatto loro comandamento che non fossero rimasti
„ nella città senza esercitare una qualche arte più che
„ tre giorni; non essendo alcuno tanto storpiato ehe non
„ possa in qualche cosa giovare agli altri uomini con la
„ sua fatica, poichè i ciechi stessi giovano, se non ad atro, -
a girare il filatojo pei funajuoli. Ma coloro che e¬„ -
rano oppressi da infermità più grave erano dal Magi¬„strato -
degli ammalati distribuiti per ordine, e dati in
„ cura agli spedalinghi. Ed in questo modo non chiede¬VITRUVIO -
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