LIBRO X.
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di trenta cubiti; l' altezza, oltre il fastigio, di sedici -
; l' altezza poi del fastigio dallo strato (1 a
la sommità, di sette cubiti. Sporgeva poi ancora
più in alto pel mezzo del fastigio del tetto una
torricella, larga non meno di dodici cubiti, e sollevavasi -
al di sopra per l' altezza di quattro tavolati, -
nel più alto de' quali si collocavano gli scorpioni -
e le catapulte, e negl' inferiori adunavasi
grande quantità d' acqua per estinguere qualunque -
furia di fuoco che vi si appiccasse. In questa -
si adattava la macchina arietaria, detta in gréco -
criodoce, in cui collocavasi un cilindro (2)
tornito, sopra il quale poggiava l' ariete, che col
far andare e tornare le funi, produceva grandissimi -
effetti: e questo pure, come le torri, coprivasi -
di cuojo crudo.
40. Intorno alla trivella svolse le seguenti regole -
ne suoi scritti. Faceva la detta macchina a
somiglianza della testuggine, avente in mezzo un
canale posto nell' erte (3) (come suol farsi nelle -
catapulte e nelle baliste), della lunghezza di
cinquanta cubiti, dell altezza di uno, in cui si
collocava traversalmente una sucula. In testa poi,
a destra e a sinistra, due troclee, per mezzo delle -
quali moveasi un trave colla fronte ferrata, che
(1) Lat. a strato. S' intende letto, o tavolato, su cui posa -
il fastigio, ossia colmo.
(2) Lat. torus, e significa un albero o cilindro, la cui
estremità inseriore lavorata nel torno potesse facilmente girare. -
(3) Lat. orthostatis.