CAPO XIX.
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Parimente serviasi di un ariete sottorotato (1), di
cui lasciò scritte le norme. Disse che la minima
torre non doveasi fare men alta di sessanta cubiti, -
e larga di diciassette ; la contrattura poi della
sommità un quinto della parte bassa: le erte (2)
al piede della torre, di tre quarti; alla sommità,
d'un mezzo piede. Disse pure dóversi fare quella -
torre di dieci palchi con finestrati (3) da tutte -
le parti. La massima torre poi alta cubiti centoventi, -
larga ventitrè cubiti e mezzo, contratta
in alto la quinta parte: l'erte in basso d'un piede, -
in alto d' un mezzo piede. La grandezza di
questa torre ei la faceva di venti palchi, con una
sponda di tre cubiti per ciascheduno: e la copriva -
di cuojo crudo per difenderla da ogni colpo.
La preparazione della testuggine arietaria componevasi -
allo stesso modo. Avea questa l'intervallo
bro nel modo seguente. Constava di una colonna di legno
lunga quattro braçcia e larga tre palmi, alla cui sommità si
adattava una ruota. A questa vi si univano delle tavole a
forma di scale larghe quattro piedi, e lunghe sei braccia; e
nel tavolato si formava un foro oblungo che cominciava a
cingere la colonna all' altezza di due braccia della scala. Era
poi assiepata d' ogni parte sino all' altezza del ginocchio.
Nell' estremità del legno vi era un ferro acutissimo fatto a
somiglianza di un martello e collegato col mezzo di un anello. -
Si scagliava contro la nave nemica, e pel peso del ferro
e per la forza del legno si conficcava nella medesima. Se era
rivolta verso la prora discendevano per le scale alcuni soldati -
a due a due; i due primi portavano gli scudi per difendere -
quelli che lor venivano dietro. Se poi la nave presentava -
il fianco, discendevano tutti di fronte sulla mede
sima.
(1) Lat. subrotato, e l' abbiamo fatto italiano.
(2) Cosi il Barb. benissimo dal lat. arrectariis.
(5) Lat. fenestratis.
VITRUVIo, Lib. X.