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CAP. XVIII.
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Del modo di caricare e di tendere le catapulte
e le baliste.
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37. Si prendano travi quanto si possa più lunghi -
: sopra vi si affiggano i chelonii (1), nei quali -
s' includan le sucule: a mezzo degli spazi con
tagli ed incisioni si facciano certe forme; nelle
quali incisioni si spingano i capitelli delle catapulte, -
e si serrino bene con conj, affinchè nelle
tensioni restino immobili. Poscia s' includano nei
capitelli moggiuoli di bronzo, e in questi si collochino -
que conietti (2), che i Greci chiamano
épischidas. Indi pei fori dei capitélli s' intromettano -
i capi delle corde, e si facciano trapassare
dall altra parte : poi si avvincano alle sucule, intorno -
alle quali si ravvolgano colle stanghe, affinché -
per mezzo di queste le corde tirate, quando
si toccano colle mani, abbiano d' ambe le parti
un eguale rispondenza di suono. Allora poi si serrino -
con conj ne' fori, affinchè non si possan mollare. -
Alla stessa maniera dall altra parte per mezzo -
di vetti si distendano colle sucule, finchè rendano -
il suono eguale (3). Per tal modo pel ser
cap. 9., che Giulio Capitolino, non avendo copia sufficiente
di nervi e di funi, si servi di capegli femminili.
(1) Barb. naspi. Gal. gli occhi
(2) Non ci sembra improprio anche in italiano conietti.
(5) Non si chiudono 1 fori nei capitelli, pei quali si ten¬