LIBRO X.
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mità un foro e mezzo. Le parastade (1) a destra
e a sinistra, oltre i cardini (2), sieno alte quattro -
fori (3), grosse cinque; i cardini tre quarti
d'un foro. Dal foro alla parastada di mezzo parimente -
tre quarti: la larghezza della parastada
di mezzo un foro e un terzo (4): la grossezza
un foro. L' intervallo dove si colloca la saetta nel
mezzo della parastada, un quarto del foro. I quattro -
angoli che sono attorno i lati e alle fronti si
conficchino con lame di ferro o con istili di rame -
e con chiodi. La lunghezza del canaletto, che
in greco chiamasi syrinx, sia di fori diciannove:
quella delle regolette, che alcuni dicono boccole -
(5), e che si asfiggono a destra e a sinistra
del canale, di fori pur diciannove. L'altezza e la
larghezza, d' un foro solo: e vi si attaccano due
regole, nelle quali s' introduce uno scudicciuolo -
(6), avente la lunghezza di tre fori, la lar
(1) Pilastri.
(2) Nota lo Stratico esser questi cardini porzioni delle
tavole inserte. Gal. incastri. Ors. arpioni.
(3) Tutti i segni e sigle distinti per punti, per numeri
e per lettere si omettono nella versione italiana, e si trasportano -
dietro la spiegazione degl' interpreti più sicuri. Nel
la Giunta III. si troverà esposto quanto basta per la fedeltà -
che si deve all' autore.
(4) Cosi il Pontedera. Il Gal. un quarto.
(5) Di sopra abbiamo parlato della voce boccola, usata
ne nostri dialetti; ma ivi essa raffigura un oggetto diverso
da quello che è qui indicato. Anche qui però significa piccola -
bocca, cioè quella forma che rappresentano le due righe -
poste a guisa di labbra a destra e a sinistra del canale.
(6) Molti leggono sucula, e il Gal. traduce subbio (pezzo -
di legno cilindrico ), a cui va dietro l' Orsini. Il Barb.
molinello. Noi seguitiamo quelli che leggono scutula, che si