CAPO XIV.
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lo della rota s' inchiuda stabilmente un timpano,
che abbia un dentello sporgente al di fuori della
fronte della sua ritondezza. Al di sopra poi, nella
cassa (1) del cocchio siavi un cassettino fortemente
attaccato, con entro un timpano versatile collocato in
coltello, e serrato in un picciolo asse. Nella fronte -
di questo timpano si facciano quattrocento dentelli -
egualmente distribuiti, corrispondenti al dentello -
del timpano inferiore. Poscia allato del timpano -
superiore si attacchi un nuovo dentello prominente -
dagli altri. Sopra poi siavi un altro timpano -
in piano, alla stessa maniera dentato, e chiuso -
in un altro cassettino co denti che corrispondano -
al dentello fisso allato del secondo timpano:
in questo timpano si facciano tanti fori, quanto
può riescire il numero delle miglia del viaggio
giornaliero che suol fare il cocchio: più o meno,
ciò non impedisce l' effetto. In tutti questi fori
si pongano de calcoli tondi, e nella teca 2ossia
cassettino) del timpano facciasi un foro avente
un canaletto per dove i calcoli che furono posti
in quel timpano, giunti che sieno a quel luogo.
possano ad uno ad uno cadere nella cassa del cocchio -
entro un vase di rame, che ivi sarà sottoposto.
(1) Lat. capsa. Il Filandro lo spiega pel luogo ove siedono -
coloro che vanno sul cocchio. E quella che noi chiamiamo -
volgarmente cassa del legno. Barb. nel cassero della
carretta. Gal. nel ventre del cocchio. Ors. nel sedile.
(2) Il testo theca sive loculamentum. Il Gal. cassa, ossia -
fodera. Non vediamo perchè non debba usarsi teca nello -
scritto, se si comunemente usasi nel discorso.