Volltext : Lib. X (10)

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LIBRO  X.
1  cembali,  al  di  sotto  de'  fori  de'  moggetti  calati.
Entro  l'  arca,  dove  si  serba  l'acqua,  avvi  ,una
specie  d'  infondibolo  riversato,  al  quale  sottoposti
due  tasselli  (1)  alti  circa  tre  dita  livellano  lo  spazio -
  da  basso  fra  le  labbra  inferiori  del  pigneo  (2)
ed  il  fondo  dell'  arca.  Sopra  il  suo  collo  poi  evvi -
  un  arcella  (3)  di  buona  commessura,  che  sostiene -
  il  capo  della  macchina,  che  in  greco  chiamasi -
  canon  musicos  :  nella  cui  lunghezza,  se  è
tetracordo,  si  fanno  quattro  canali,  se  essacordo
sei,  se  ottacordo  otto  (4).  In  ciaschedun  canale
vi  sono  inclusi  altrettanti  epistomj  (5)  con  manu¬(1) -
  Lat.  taxillos.  Si  è  perfettamente  conservata  questa
voce  anche  nei  nostri  vernacoli.
(2)  Il  Gal.  dell'imbuto,  e  cosi  l'Orsini:  il  Barb.  del  forno. -
  Il  Baldo  fa  derivare  la  voce  pnigeo  dal  verbo  greco  pnigo -
  (suffoco),  e  dice  che  con  tal  nome  si  possono  glustamente -
  chiamare  quelle  piccole  piramidi,  con  le  quali  si  estinguono -
  le  lucerne  perchè  non  mandino  cattivo  odore.
(3)  Lat.  arcula.  Non  si  vuole  neppur  qui  ommettere  la
voce  arcella  nel  nostro  dialetto  trivigiano  comunissima,  sopra -
  tutto  nella  parte  più  rozza  del  popolo,  e  significante
picciola  arca  o  cassetta.
(4)  Dice  il  Galiani  non  essere  verisimile  che  gli  antichi
facessero  organi  con  quattro  tuoni  solamente,  o  con  sei,  o
al  plu  con  otto;  ma  essere  naturale  che  vi  avessero  tutti  i
loro  diciotto  tuoni,  e  perciò  non  doversi  qui  per  tetracordo,
essacordo  ecc.,  intender  altro  che  di  un  quadruplicato  e  sestuplicato -
  numero  degli  stessi  diciotto  tuoni,  non  altrimenti
che  veggiamo  farsi  ne  simili  organi  moderni  con  ciò  che  si
chiama  registro;  tanto  più  che  questi  canali  sono  per  lungo.
(5)  L'epistomium  è  propriamente  un  turacciolo,  come
osservammo  altrove.  In  questo  caso  però  é,  come  dice  il
Galiani,  quel  bischero,  il  quale  entra  e  combacia  perfettamente -
  in  un  cannoncino,  a  cui  va  attaccato  il  canale  che
porta  acqua  od  aria:  il  bischero  è  bucato  alla  dirittura  del
canale,  onde  permette  il  passaggio,  quando  il  suo  buco  sta
dirimpetto  a  quello  del  canale,  ed  al  contrario  lo  impedisce
            
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