Volltext : Lib. X (10)

CAPO  XII.
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sto  dell'  espressioni  (1)  delle  acque  ho  ragionato. -
  Delle  altre  cose  che  non  sono  di  necessità.
ma  di  delizioso  piacere,  i  desiderosi  potranno  ricercarne -
  le  finezze  nei  commentarj  dello  stesso
Ctesibio  (2).
(1)  Anco  i  medici,  citati  dalla  Crusca,  usano  espressione -
  significante  l'  atto  dello  spremere,  e  noi  l'  usiamo  come
lo  abbiamo  usato  altre  volte.
(2)  Lo  Schneider  (tom.  3.  pag.  283.)  fa  un  dottissimo
confronto  fra  la  macchina  di  Ctesibio  dercritta  da  Vitruvio.
ed  il  sifone  descritto  da  Erone,  per  cui  deduce  che  quest'ultimó -
  apprese  dal  maestro  a  costruire  tale  macchina,  modificandola -
  semplicemente  per  adattarla  all'  estinzione  degl'  incendj. -
  Ennio  Quirino  Visconti  scopri  una  macchina  di  Ctésibio -
  fra  le  ruine  di  Castronovo,  la  cui  descrizione  fu  riportata -
  nel  Giornale  della  letteratura  italiana,  stampato  in
Mantova  nel  1795,  pel  cui  tomo  V.  p.  303.  art.  XVI.  si  trova -
  la  Dissertazione  ilitolata  :  Descrizione  di  un'  antica  tromba -
  idraulica,  ultimamente  scoperta  presso  Castronovo,  ora
la  Chiaruccia,  nel  littorale  di  Cività-vecchia,  ed  illustrata
da  E.  Q.  Visconti  cell'  annessa  figura.  Eccone  la  descrizione -
  quale  si  trova  nelle  opere  del  Visconti,  pubblicate  dal
Dottor  Labus  coi  tipi  Stella,  Milano  1829.  „  Il  bronzo  inte¬„gerrimo -
  che  si  presenta,  compone  tutta  questa  macchina,
„  tal  quale  appunto  Vitruvio  l'  ha  descritta,  eccetto  la  di¬„ -
  versità  di  piccolissime  circostanze  non  essenziali,  come  sa¬„rebbe -
  la  varia  figura  del  recipiente  medio,  che  qui  ha  for¬„ -
  ma  di  tubo,  e  nella  descrizione  vitruviana  ha  quella  di
„una  scodella.  Non  accade  poi  dilungarsi  a  mostrare,  come
„gli  stantuffi,  o  emboli  cavi,  E,  N  (Tav.  III.  IV.)  quan¬„do -
  sono  elevati  costringano  per  la  forza  del  vuoto  l'acqua
„a  salire  nei  tubi  o  bariletti  perpendicolari  H,  H,  aprendo
„le  linguette,  o  valvole  0,0,  che  sono  mobili  sul  loro  gan¬„gherello, -
  o  cerniera,  nel  fondo  di  ciascuno;  come  gli  stes
„si  stantuffi  abbassati  forzino  le  valvole  stesse  a  richiuder
„si,  e  le  altre  due,  che  sono  nel  tubo  orizzontale  I,  ad  a¬„prirsi, -
  e  ad  intromettervi  l'acqua  respinta;  come  finalmen¬„te -
  l'  azione  ripetuta  di  questi  emboli  spingerà  l'  acqua  sin
„nel  tubo  di  piombo  L  (Tav.  III.),  M  (Tav.  IV.),  che
„  propriamente  dicesi  tromba,  la  quale  poi  verseralla  in  una
„  conserva  superiore.
„  Quel  che  più  merita  considerazione  è  quella  quinta
„valvola  in  M,  situata  all'  imboccatura  del  tubo  di  piombo
            
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