CAPO IX.
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tropp' alto, ma n' esaurisce (1) speditissimamente
gran copia. Si fa un asse lavorato o a tornio o
a cerehiello, colle teste ferrate di lamina, avente
nel mezzo attorno di sè un timpano di tavole a
vicenda incastrate, e si colloca sopra due stipiti
che abbiano anch' essi due lame di ferro sotto le
teste dell' asse. Nella cavità di quel timpano si
frappongono otto tavole traversali toccanti l'asse
e l' estrema circonferenza del timpano, le quali -
dividono il timpano in ispazj éguali. D' intorne -
alla fronte del medesimo s' infiggono le tavole, -
lasciando aperture di un mezzo piede per
l'introduzione, dell' acqua. Parimente lungo l'asse
si fanno i colombaj scavati ne singoli spazj di
ciascuna parte. Quando poi questo è all usanza
navale impeciato si fa girare co piédi degli uomini -
; onde ingojando l'acqua per le aperture, che
sono nelle fronti del timpano, le rigurgita pei colombaj -
lungo l'asse: perciò sottoponendovi un vase -
di legno, che abbia a se congiunto un canale,
si porge gran copla d' acqua per irrigare gli orti
e per temperar le saline.
25. Ma se si dovrà farla salire più in alto (2),
(1) Non si sa perchè non sia usato dagli scrittori citati
dalla Crusca il bel verbo esaurire in senso di vuotare, cavare, -
mentre esso è in bocca di tutti quelli che parlano con
maggior coltura i nostri volgari. Il solo Salvini lo adoperò
in senso di finire, consumare. Ed avremo noi riguardo di
usarlo nel suo senso proprio?
(2) Le forme degli altri due idrofori accennati in questo
paragrafo si veggono nelle fig. 2. 3., dei quali il secondo
viene dalla sua figura detto anche rosario. Queste macchine