LIBRO X.
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CAP. VII.
Della scoperta di una petraja, da cui fu costrutte
il tempio di Diana Efesia.
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17. Devierò brevemente, e narrerò come sieno -
state scoperte queste petraje. Eravi il pastor
Pissodoro, il quale praticava in que luoghi. Quando -
dunque i cittadini di Efeso meditarono di fare -
un tempio di marmo a Diana, e deliberarono
di servirsi de marmi di Paro, di Proconesso, di
Eraclea e di Taso, Pissodoro nel medesimo tempo -
guidava le pecore a pascolare in quel luogo.
ivi due arieti postisi per cozzare, si sorpassarono,
e dal grand' impeto un d'essi andô col corno a
percuotere un sasso, da cui staccò una crosta di
color candidissimo. Onde si dice, che Pissodoro,
lasciate nei monti le pecore, corse a portare la
crosta in Efeso, nel punto che grandemente trattavasi -
di quell' affare. Perciò gli furono immediatamente -
decretati onori, e mutatogli il nome, invece -
di Pissodoro fu chiamato Evangelo: ed oggi -
pure il magistrato si porta ogni mese in quel
luogo, e fa sagrifizio, e non facendolo dee pagarne -
la pena (1).
(1) Questo aneddoto merita attenzione, secondo il Perrault, -
perchè mostra quanto abbiano stimato gli ántichi tutto -
ciò che si riferiva alle arti belle, e specialmente all'architettura. -
Essi le riguardarono siccome oggetti di pubblica