Volltext : Lib. X (10)

LIBRO  X.
32
e
127
CAP.  VII.
Della  scoperta  di  una  petraja,  da  cui  fu  costrutte
il  tempio  di  Diana  Efesia.
slieh
17.  Devierò  brevemente,  e  narrerò  come  sieno -
  state  scoperte  queste  petraje.  Eravi  il  pastor
Pissodoro,  il  quale  praticava  in  que  luoghi.  Quando -
  dunque  i  cittadini  di  Efeso  meditarono  di  fare -
  un  tempio  di  marmo  a  Diana,  e  deliberarono
di  servirsi  de  marmi  di  Paro,  di  Proconesso,  di
Eraclea  e  di  Taso,  Pissodoro  nel  medesimo  tempo -
  guidava  le  pecore  a  pascolare  in  quel  luogo.
ivi  due  arieti  postisi  per  cozzare,  si  sorpassarono,
e  dal  grand'  impeto  un  d'essi  andô  col  corno  a
percuotere  un  sasso,  da  cui  staccò  una  crosta  di
color  candidissimo.  Onde  si  dice,  che  Pissodoro,
lasciate  nei  monti  le  pecore,  corse  a  portare  la
crosta  in  Efeso,  nel  punto  che  grandemente  trattavasi -
  di  quell'  affare.  Perciò  gli  furono  immediatamente -
  decretati  onori,  e  mutatogli  il  nome,  invece -
  di  Pissodoro  fu  chiamato  Evangelo:  ed  oggi -
  pure  il  magistrato  si  porta  ogni  mese  in  quel
luogo,  e  fa  sagrifizio,  e  non  facendolo  dee  pagarne -
  la  pena  (1).
(1)  Questo  aneddoto  merita  attenzione,  secondo  il  Perrault, -
  perchè  mostra  quanto  abbiano  stimato  gli  ántichi  tutto -
  ciò  che  si  riferiva  alle  arti  belle,  e  specialmente  all'architettura. -
  Essi  le  riguardarono  siccome  oggetti  di  pubblica
            
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