LIBRO X.
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CAP. VI.
Maniera ingegnosa di Ctesifonte per trasportare
oggetti di grosso peso.
14. Von sarà male a proposito l esporre un'
invenzione ingegnosa di Ctesifonte (1) Volendo
egli adunque trasportare dalle petraje gli scapi
delle colonne al tempio di Diana in Efeso, e per
la grandezza de pesi e per la campestre mollezza
delle vie non affidandosi ai carri, affinchè non
fossero ingoiate le ruote, tentò di fare cosi. Connesse -
ed incastrò quattro scapi di legno grossi
ognun quattro dita (2), due frapposti traversalcj -
il subductiones navium efficiuntur del testo. Gli altri traduttori -
spiegano : si tirano in terra le navi. Ma il subductiones -
significa tanto il tirarle da terra in acqua, come dall'acqua -
in terra. L' italiano varare si usa nell' uno e nell -
altro senso, come si può vedere nel vocabolario della Crusca; -
e perciò noi abbiamo fatto uso di questo verbo.
(1) Altri invece di Ctesiphontis leggono Chersiphronis.
(2) Il testo latino dice de materia trientali, e lo Stratico -
nota. Resta dubbio, secondo il Newton, se debbasi intendere -
di legni larghi e grossi quattro pollici, ovvero larghi -
un piede e grossi quattro pollici. Tutti gl' interpreti
stanno per la prima opinione, e lo conferma l' uniforme lezione -
dei codici manoscritti, nei quali si fa parola unicamente -
di stipiti trientali. La seconda opinione si deduce dalla -
natura della cosa, perchè i legni che sono grossi e larghi -
quattro oncie non possono reggere per tanta lunghezza.
Imperciocchè le colonne del templo di Diana Efesia erano
lunghe sessanta piedi, ed in tanta larghezza i legni della
suddetta grossezza dovevano piegarsi ed anche spezzarsi nel
mezzo. Laonde i perni e gli anelli dovevano avere per diametro -
la terza parte di un piede, affine di resistere nell' o¬