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CAP. III.
e
Dei diversi nomi delle macchine, ed in che
modo si erigano.
11. Quella forma di macchina che si gira
con tre rotelle si chiama trispasto (1) : quando
poi nella troclea inferiore si volgono due rotelle,
e tre nella supériore chiamasi pentaspasto. Che se
si dovessero apparecchiare macchine per pesi maggiori, -
si farà uso di legni più lunghi e più grossi: -
ed alla stessa maniera si accomoderanno colle
affibbiature in cima, e coi giri delle sucule in
fondo. Ciò fatto, si collochino prima le funi antarie -
2) rilassate; sopra le scapole della macchi¬(1) -
Questa voce, come osserva il Filandro, proviene dal
greco spazo, che significa tirare, poichè dal numero delle
girelle dipende la facilità d' innalzare i pesi. La figura della
macchina qui descritta si ha nella Tav. I. fig. 2.
(2) Lat. funes antarii. Secondo il Galiani e l'Orsini qui
deve leggersi funes ductarii, dietro l' autorità del Filandro,
e quel ch' è più, dicon essi, della ragione. E questa ragione
viene esposta dal Galiani con le seguenti parole: „, Parlan¬„do -
Vitruvio in questo capitolo di una macchina similissi¬„ma, -
per non dire la stessa della descritta nel capitolo an¬„tecedente, -
se non che composta di legni più grandi, ha
stimato bene insegnare il modo di sollevarla, ed è quello.
„che ora descrive : or, in ogni capria due specie di funi
„concorrono, quelle da tirare, cioè i menali, e son dette
„ductarii, e quelle da reggere ritta la capria, cioè i venti,
„e son dette retinacula: di queste, mentre la capria giace a
„terra, e si vuol sollevare, dice, che si dispongano per so¬„ -
pra le spalle, o sia sopra i travi, che compongono la mac¬„china: -
e siccome sollevata, che è, sarebbe scomodo attac¬„care -
allora le taglie e i menali, è naturale, che di quelle