Volltext : Lib. X (10)

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LIERO  X.
potremmo  godere  nè  della  nitidezza  dell'  olio,  né
del  frutto  vinoso  (1)  :  e  le  trasportazioni  di  queste -
  cose  non  si  farebbero  se  non  fossero  state  inventate -
  le  macchine  dei  carri  e  delle  carrette  (2
per  terra,  e  delle  barche  per  acqua.  L'equilibrio
delle  stadère  e  delle  bilance  coi  pesi  difende  con
giusto  costume  la  vita  dall'  ingiustizia.  E  cosi  vi
sono  innumerevoli  ordinamenti  di  macchine,  delle -
  quali  non  parmi  necessario  il  disputare,  essendo -
  esse  quotidianamente  alla  mano,  come  sono  le
ruote,  i  folli  (3)  de'  fabbri,  i  cocchj,  i  calessi  (4),
„na  trattoria,  formata  con  legno  cilindrico,  il  quale  si  sa
„  volgere  con  uno  o  più  vetti,  ossieno  manovelle  d'  ogni
„lunghezza,  alla  quale  voltandosi  si  volge  la  fune.  Si  dice
„sucula  da  sue,  perchè  nella  sua  mezzana  parte  si  caccia
„un  piccolo  legno,  chiamato  il  porchetto,  al  quale  si  ferma
„il  capo  della  fune  ?.  In  alcuno  dei  nostri  dialetti,  per  es.
nel  trevigiano,  si  è  serbato  il  pretto  nome  latino,  stanteché
quest'  ordigno  si  chiama  propriamente  sagola.
(1)  Lo  Schneider  corregge  vitium  fructum  in  vineum
fructum;  e  noi  l'  abbiamo  seguito.
(2)  Il  testo  sarracorum,  specie  di  carri,  come  si  rileva
da  Giulio  Capitolino,  il  quale  in  Antonino  philosopho  dice
essere  stata  si  grande  la  pestilenza,  che  1  cadaveri  erano
trasportati  vehiculis,  sarracisque.  La  parola  sarrâca  è  usata
dai  Veneti  in  un  senso  corrispondente  a  quello  de'  Toscani
tirare  de'  cospettont,  vale  a  dire  strepitare  e  susurrare  con
paroloni  e  bestemmie.  Forse  che  sarrâca  si  è  conservato  come -
  traslato  del  susurro  delle  carrette,  o  meglio  ancora  da
quel  linguaggio  triviale  e  minaccioso,  di  che  usano  i  carrettieri -
  quando  spingono  innanzi  i  cavalli.
(3)  Lat.  folles.  Perchè  voltare  sempre  quel  follis  in  mantice? -
  Lorenzo  de'  Medici  ebbe  il  buon  senno  d'usare  in  italiano -
  folli,  e  noi  vogliamo  imitarlo,  tanto  più  che  follo  è
voce  in  pieno  uso  de'  veneti  nostri  dialetti,  che  senza  alcuna -
  corruzione  la  conservarono  per  tanti  secoli,
(4)  Il  latino  cisia.  Carro  a  due  ruote,  come  dice  Nonio
Marcello.  Anche  Cicerone  adopera  questa  voce  nell'  orazio¬
            
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