Volltext : Lib. X (10)

GIUNTA  I1I.
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trebbe  chiamarli  cannoni  dalla  parola  canna  o  tubo  ch'é  la
parte  principale  di  tutti.  I  primi  cannoni  furono  di  una  grandezza -
  smisurata,  credendosi  allora  che  l'  effetto  stasse  in  proporzione -
  del  loro  volume.  Si  narra  che  i  Turchi  ne  avessero -
  di  quelli  che  portavano  palle  del  peso  di  trecento  libbre;
ed  anzi  che  all'  assedio  di  Costantinopoli  ne  avessero  di  quelli -
  che  portavano  palle  di  milleduecento  libbre;  se  ciò  è  vero -
  ognuno  può  immaginarsi  il  volume  di  queste  macchine
quanto  enormi  altrettanto  inutili.  Questi  pezzi  però  si  denominavano -
  anche  col  numero  ch'  esprimeva  il  peso  delle  palle -
  che  portavano,  e  perciò  si  disse  cannone  da  trenta,  sacro
da  venti,  ecc.  la  qual  denominazione  si  conservò  tutt'  oggi
esclusivamente.
Il  marchese  de  Valiere  fu  il  primo  che,  conoscendo  l'inutilità -
  dell'  enorme  lunghezza  dei  pezzi  d'artiglieria,  ne  fece -
  un  miglioramento,  lo  che  diede  luogo  in  Francia  ad  un'ordinanza -
  del  1732,  per  la  quale  si  ridussero  tutti  i  calibri  a
cinque  specie  soltanto  cioè  da  24,  16,  12,  8,  4;  che  furono
poi  nel  1766.  distinti  in  pezzi  d'assedio,  e  di  fortezza  mercé
le  innovazioni  introdotte  nel  servizio  dell'  artiglieria  dal  marchese -
  di  Gribeauval;  che  si  ridussero  poi  ad  una  maggior
semplicità  nell'  anno  undecimo  della  Repubblica  Francese,
essendo  stati  adottati  semplicemente  quelli  di  24,  12,  6,  in
quanto  però  alle  fazioni  di  terra,  poichè  in  mare  fanno  d'uopo -
  di  pezzi  maggiori,  e  per  ciò  tuttora  se  ne  adoprano  di
36,  24,  18,  12  8,  6,  4.  Questi  pezzi  sono  detti  regolari,  ed
i  nomi  di  quelli  impiegati  più  comunemente  sono:  cannone,
mortajo,  obizzo  e  petriera.  Vi  si  aggiungono  però  gl'irregolari, -
  i  quali  secondo  Carnot,  possono  riuscir  utilissimi  in  una -
  fortezza  assediata  in  causa  della  loro  leggerezza,  per  cui
possono  essere  trasportati  facilmente  anche  a  mano  e  collocati -
  sull'  istante  ove  è  maggiore  il  bisogno.  Fra  questi  pezzi -
  irregolari  Carnot  distingue  i  cannoni  alla  Rostaing  di  una -
  libbra  di  palla;  le  spingole  o  petriere  da  nave  di  tre  libbre, -
  che  si  caricano  per  la  culatta;  e  i  passatempi  inventati
dal  maresciallo  de  Saxe  che  lanciano  una  palla  di  ventiquattr -
  once  alla  distanza  di  quasi  tremila  metri.
Il  cannone  trae  il  suo  nome  dalla  voce  italiana  canna,
poiché  in  Italia,  dice  un  autor  francese,  fu  la  culla  delle  ar¬
            
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