GIUNTA III.
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polvere, ma ben anche col peso della carica. Quindi da varie -
sperienze si dedusse una forza media di 26,25. chilogrammi -
innalzati ad un metro (1).
Venendo ora a parlare dei mezzi, pei quali si mette in
attività questo potentissimo motore, i cui sorprendenti effetti -
non differiscono da quelli del vapore (se non si voglia dire -
che il primo arrecò all'uman genere molto maggiori danni, -
di quello che il secondo non abbia apportato vantaggi),
si osservi che generalmente la forma di questi mezzi o macchine -
si riduce ad un recipiente più o meno allungato a
guisa di tubo, con un'apertura più o meno grande per la
quale s' introduce la polvere ed il projetto che si vuole lanciare -
; questo recipiente è chiuso dalla parte opposta, ed ha
solo nella parte superiore un piccolo foro, detto focone, per
çui si appliça il fuoco alla polvere, la quale infiammandosi,
e quasi istantaneamente evaporandosi spinge con grandissima
forza, dovuta all' elastica dei gaz che sviluppa, tutto ció che
le sta dinanzi, comunicandogli una determinata velocità di
projezione, la quale combinata alla gravità che agisce continuamente -
su tutti i corpi, fa descrivere al projetto una trajettoria, -
la quale si trovò essere una curva parabolica, alquanto -
alterata per l'intervento della forza passiva che oppone -
la resistenza dell' aria.
Le diverse dimensioni però date a questi pezzi fecero -
si che loro si applicassero diversi nomi, e perciò negli -
antichi trattati di artiglieria si trovano indicati la colubrina, -
il sacro, l' aspide, il passavolante, il dragone, il
mortajo, il falcone, il falconetto, il pellicano, lo smeriglione, -
e tanti altri nomi bizzarri immaginati per sorprendere -
alla stessa maniera che i masnadieri di quei secoli si
chiamavano taglia-teste, spacca-monti ecc. (2). Quando però -
si volesse denominare genericamente questi pezzi, si po¬(1) -
Veggasi la tavola sulle velocità iniziali in fine di questa Giunta
(2) Chi volesse vedere i nomi ed il calibro di un gran numero di
pezzi d' artiglieria antica potrà consultare le Mémoires d' Artillerie de
Suviery de S. Remy, e cosi pure l' operetta di Alessandro Capo Bianco -
Vicentino, intitolata: Corona e palma militare di artiglieria, stampata -
in Venezia nel 1598, nella quale tratta delle forme, degli usi e
del maneggio dei varj pezzi tanto di terra che di mare.