GIUNTA III.
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per cento il numero ch' esprime il peso della pietra, si estragga -
la radice cubica del prodotto, ed al risultato si aggiunga -
la sua decima parte. Buteone invece stabilisce, che
data l'ampiezza del foro per una pietra di qualunque peso,
si avrà l'ampiezza necessaria ad un altro peso determinato
prendendovi due medie proporzionali.
Vitruvio, alle indicazioni delle prefate macchine fa seguire -
l' esposizione del modo, con cui si dovevano contorcere -
le corde, nelle quali consisteva la principal potenza della
macchina; e dice che dovevano torcersi in modo, che toccate -
rendessero un suono eguale. Al che Perrault ed altri osservarono -
non essere cosa tanto facile che un fascio di corde -
della grossezza di otto pollici tessuté con capelli potesse
mandare un suono sensibile. Ma soggiunge lo Stratico che
questa difficoltà proveniva dalla falsa idéa che si erano formata -
di tale macchina; non dovendo supporsi che il suono
si traesse dal fascio intero, ma da ciascuna corda che lo doveva -
comporre; e ciò era necessario perchè potessero i due
fasci essere egualmente tesi, onde non fosse un braccio stirato -
più che l' altro, lo che avrebbe prodotto un cattivo effetto, -
venendo il progetto scagliato dalla forza di un sol
braçcio, e perciò in direzione obbliqua.
Queste corde si formavano con tendini animali, fra cui
si preferivano quelli delle gambe di cervo, e del collo di
bue; ma ad ogni altra cosa si preferivano i capelli di femmina, -
perchè si giudicavano più forti.
Gli antichi però ebbero catapulte e baliste di forma alquanto -
diversa dalla sopra indicata. Filone dice di avere
fatto in tali macchine molti cangiamenti e di averle perfezionate. -
La catapulta trovata da Lipsio nell' arsenale di Brusselles -
era simile alle precedenti, ma aveva alcune modificazioni -
secondo Filone. Le descrizioni che ci diedero Vegezio
e Marcellino, che vissero molti anni dopo Vitruvio, mostrano -
che in quell' intervallo di tempo le macchine belliche avevano -
cangiato forma e denominazione; trovandosi presso
di loro chiamate baliste quelle macchine che scagliavano
dardi e saette, ed onagro (1) quella che serviva a lanciar
(1) Asino selvatico.