GIUNTA III.
169
ampio, perchè serviva a scagliare grandi sassi. Erone assume -
per questo intervallo il doppio della lunghezza delle
braccia; per lo che si costruivano separatamente le due parti -
che contenevano le corde, indi si collegavano con due
lunghi legni orizzontali, detti come prima tavole, le quali
anzichè rettangolari si facèvano di forma romboidale.
Costrutto poi il capitello, lo si collocava sopra un tavolato -
orizzontale formato di varj travi equidistanti collocati -
nel senso della lunghezza del capitello, congiunti cou altri -
travi trasversali, e coperti con tavole. Questo tavolato
corrispondeva alla cosi detta tavola nello scorpione. Sopra
di questo se ne collocava un altro similmente costrutto corrispondente -
alla regola dello scorpione, e tale che sporgeva
d'ambe le parti dal primo tavolato. Questo secondo sosteneva -
i sassi da scagliarsi, ed era collegato al capitello; tutto
il rimanente era disposto come nella catapulta. Si doyeva
poi disporre le parti di questa macchina in modo, che la
corda, la quale univa le due braccia del capitello, nello stendersi -
andasse a colpire il sasso verso il suo centro; e perchè -
il colpo fosse più preciso la corda dell' arco non si tesseva -
cilindrica, ma parallelepipeda, avente alla sua metä un
anello, nel quale s' internava l' uncino che la teneva ripiegata. -
Queste macchine dovevano essere formate del legno
più duro e forte che fosse possibile, combinando però tutta
quella leggerezza che fosse compatibile con la solidità, onde
facilmente si potessero tradurre da un luogo all' altro. E per
questo si costruivano tutte le parti separatamente; ad eccezione -
delle due che contenevano gli emitoni, composte di
una parasta e di una mesosta, le quali erano tutte di un
pezzo. La balista era poi sostenuta da una base, accennata
tanto da Vitruvio che da Erone, ma non descritta; sembra
peraltro che non differisse da quella che reggeva la catapulta, -
come si può dedurre dai termini adoperati da Vitruvio -
per accennare alcune parti.
Dopo avere indicate queste macchine Vitruvio raccoglie
nel capitolo XVII. le principali regole della balista, relative
alle macchine stesse. Stabilisce in primo luogo che la grandezza -
dei sassi da scagliarsi debba essere proporzionale ai
diametri dei fori praticati nel capitello; e la legge di questa
proporzionalità si vede nella seguente tabella, nella quale lo