GIUNTA III.
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co, né finalmente col modello osservato da Lipsio nell' arsenale -
di Brusselles. La qual cosa però non può recar meraviglia, -
quando si osservi che difficilmente possono descriversi -
macchine senza figure, e di più che le descrizioni di Vitruvio -
sono incomplete e per sua colpa e per colpa del tempo. -
La figura però della catapulta offerta dal Perrault corrisponde -
si poco al testo, che deve considerarsi siccome parto -
della sua immaginazione piuttosto che siccome la macchina -
proposta da Vitruvio. Galiani non avendo alcuna speranza -
di redintegrare il testo ommise ogni spiegazione.
Newton però raccogliendo tutto ciò che gli fu possibile
dai libri antichi, e applicandosi con sano studio speciale, poté -
formare alcune descrizioni ordinate, ed offrire le relative
figure. Chi volesse riscontrare le une e le altre potrà ricorrere -
alla sua traduzione inglese di Vitruvio, ovvero all' edizione, -
latina dello Stratico, nella quale questo comentatore
çon lunghissime note le rifuse interamente.
Noi però desumeremo solo quanto può servire a meglio
sviluppare le descrizioni delle macchine stesse per non aumentare -
inutilmente il volume, tanto più che il testo su da
noi corretto dietro le interpretazioni meno improbabili anzichè -
lasciarlo pieno zeppo di inesplicabili sigle.
Le macchine militari degli antichi si distinguevano in
eutitone ed in polintone. Con le prime si scagliavano dardi
e saette, con le seconde sassi. Alle une appartengono lo
scorpione e la catapulta; alle altre la balista. Cosi intendevansi -
tali nomi generalmente ai tempi di Vitruvio; posteriormente -
però si confusero fra loro.
Lo scorpione era la più piccola e la meno efficace delle -
altre ; e si chiamava cosi per una qualche rassomiglianza
con l' animale di tal nome. Era questa macchina formata di
un arco d' acciajo o di qualche legno elastico; una corda di
nervo o d' intestini passava da una estremità all' altra dell' -
arco ben tesa; alla metà dell' arco erâvi attaccata una regola -
di legno duro scavata superiormente a forma di canale
più largo in fondo che all' apertura; questa regola si applicava -
ad una tavola più larga (la quale era incavata dalla
parte opposta all' arco per poterla appoggiare al petto ), e
si copriva con un' altra regola, la quale aveva una promi¬