CAP. 1.
Della macchina, della sua differenza dall'organo,
e della sua origine e necessità.
5. Lacchina è una soda congiunzione di materia -
(1) avente grandissima forza per muovere i
pesi. Si muove artifiziosamente per giri di circoli, -
che 1 Greci chiamano cyclicen cinesin. Son
(1) Questa definizione sembra imperfetta al Perrault,
in quanto che le macchine non solo possono farsi di legname, -
ma ben anche di metallo, ed oltre a ciò abbisognano
per lo plù di funi. Ma ciò deve intendersi nel senso più
ampio, dice lo Stratico, in quanto che le macchine proprie
per gli edifizj sono per la maggior parte formate di legno.
Noi non vediamo il perchè materia latino debbasi tradurre
sempre per legno: anzi crediamo che per materia debba in
tendersi ciò che anche al giorno d' oggi s' intende nel lin
guaggio fisico. E pur d'avvertirsi che 1 Latini fanno una
distinzione fra materies e materia, e colla prima voce intendono -
veramente il legno, colla seconda qualunque oggetto -
materiale; ciò che dimostra il Vossio (Etymol. ) dietro
l' autorità di Plinio, e dello stesso Vitruvio, il quale nel libro -
II. cap. 9. dice, parlando del legno, materies caedenda.
Ma qui dicé non ex materie, ma ex materia. Il difetto però -
della definizione vitruviana sta, secondo alcuni, nelle parole -
maximas ad onerum motus habens virtutes, restrigendosi -
cosi l'operazione della macchina solo al muovere dei
pesi: ma, soggiunge il Galiani, all' incontro poco prima, e
poco dopo egli chiama macchina anche le scalinate, o sieno
1 sedili fatti di legno per qualche spettacolo straordinario; e
per rimediare a ciò quel comentatore credette che la vera
lettura fosse stata maxime non maximas; nel che fu seguito
dall' Orsini che traduce principalmente al muovere de pesi
comprendendo cosi nella definizione anche le macchine scansorie. -
Oltre a ciò lo Stratico vuole che le parole vitruviane
habens virtutes possano indurre il volgo a credere che la
forza per superare gli ostaçoli e per muovere i pesi sia ine-