GIUNTA II.
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Questo è l'aspetto, sotto cui il Borgnis esaminò e classificò -
tutte le macchine, delle quali poi nell' opera succitata
dà un completo sviluppo in tutte le loro ramificazioni. La
qual cosa non possiamo seguire in una semplice giunta, e
secondo il piano da noi assunto. Indicammo i principi delle -
macchine più semplici nella giunta precedente; la loro
combinazione costituisce tutta la innumerevole famiglia delle
composte, famiglia che andrà sempré più aumentandosi per
opera di quegl' ingegni feraci che sapranno trovare combinazioni -
più utili nei singoli casi. Laonde esporremo qui la
pura descrizione di qualche macchina propria per le costruzioni -
; e ci estenderemo alquanto nel parlare delle macchine
a vapore, siccome di quelle che sono ancora quasi affatto
straniere alla nostra Italia.
II. Per poter però calcolare l' effetto di una qualunque
macchina è indispensabile di conoscere la forza del motore,
Nella giunta precedente indicammo le ipotesi più adottate
sulla forza prodotta dall' urto dell' acqua nello stato naturale, -
e del vento, e su quella di una lama elastica, e ci riserbammo -
di parlare in questa della forza dei motori animati,
e del vapore. Ecco quanto possiamo dire su questo proposito. -
De la Hire (1), Lambert (2) ed altri tentarono di desumere -
la misura della forza degli animali dall' analisi della
loro macchina e dalla disposizione di questa nei diversi atteggiamenti; -
ma tante e tali sono le anomalie, che non si
poté stabilire una certezza teorica, e tutti quelli che vollero -
applicarne il calcolo alla pratica dovettero assumere i
termini medj offerti dalla sperienza, nello stabilire i quali si
dovette por mente alla diversa costituzione dell' individuo,
all abitudine del medesimo, alla diversa direzione del lavoro, -
alla sua durata, ed alla velocità dell' animale contemporanea -
all' azione.
Gli animali che più si usano nella meccanica sono l'uomo -
ed il cavallo, e su questi cadde il maggior numero delle -
sperienze, che si eseguirono in due maniere essenzialmen¬(1) -
Mém. de l'Acad. de Paris, 1699.
2 Mém. de l'Acad. de Berlin, 1776.