GIUNTA 1.
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può considerare come una continuazione del gorgo; la sezione -
che si considera è quella fatta sul punto del massimo
restringimento, il quale dista dal foro poco meno di un rag
gio del foro stesso. Per questi due fenomeni si deve considerare -
un vaso prismatico che si vuota siccome terminato da
un tubo convergente, che risulta dal gorgo e dalla vena contratta, -
la cui forma è sconosciuta, la lunghezza è circa quattro -
raggi del foro, la base superiore è la sezione del vaso,
e la inferiore corrisponde in medio ai sei decimi dell' area
del foro. Siccome l'accelerazione del moto termina alla sezione -
della vena contratta, cosi, quando questa ha luogo, la ve
locità del fluido è precisamente dovuta all'altezza della sua
superficie sopra il centro della sezione suddetta. Questa ve
rità non ha dimostrazione diretta, ma solo fu confermata da
replicate sperienze; dalle quali pur si deduce che la posizione -
e la misura della contrazione non varia pel variar delia
direzione del getto, dell'altezza del recipiente, e dell' ampiezza -
del foro purchè quest'ultima sia sempre molto piccola in
confronto di quella del vaso (1).
6. Quando la luce è molto ampia, per cui le profondità
dei suoi varj punti sotto il livello differiscono considerabilmente, -
devonsi considerare tutti gli elementi della luce come luce di
altrettanti tubi, che versano il fluido con velocità dovuta alla -
rispettiva altezza; e la portata totale sarà la somma del
le portate parziali. Allora si determina l'altezza media del
fluido sopra la luce, cioè quell' altezza che se fosse comune
a tutti gli elementi della luce darebbe la stessa portata che
danno questi collocati a diverse altezze. Quest' altezza media
è una funzione delle coordinate del piano della luce della
sua area, e dell'altezza del piano di livello sopra l'origine
delle ascisse: varia quindi colla figura della luce. Ma la sua
espressione è semplicissima per alcune figure e circostanze
(1) Quando si voglia conoscere la portata, nel caso che abbia luogo -
la contrazione, la formola esposta nella nota precedente diviene
Q = o,6ft/aa), dove il coefficiente numerico o,6 è il rapporto -
fra larea del foro e quello della sezione della vena, ed a' l' altezza -
del centro del foro sopra il centro della stessa sezione. Siccome -
però a' è traseurabile in confronto di a, cosi si può ritenère
Q=0,6f