GIUNTA 1.
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stante in un medésimo punto della superficie terrestre; tutti -
i corpi, indipendentemente dalla loro massa, sono sottoposti -
alla sua azione, che incessantemente li attrae verso il
centro della terra, a cui si dirigono effettivamente se sono
liberi, o vi tendono quando qualche ostacolo vi si frappone,
A misurare la intensità di questa forza serve il doppio spazio -
ch' essa fa percorrere ad un corpo libero in un minuto
secondo; questo spazio osservato a Parigi è di metri 4,0044.
quindi la misura della gravità che suole indicarsi per g, sarà -
9,8088. Questo valore varia con la latitudine ; sicché se
si rappresenta con g la gravità ai 45° di latitudine, e con e
quella ad una latitudine qualunque 9, si trova con la sperienza -
essere g' g (1-0,002837. cos.29) (1). L''aumento
della gravità dall' equatore al polo è di circa 4
del suo
valor medio.
L'azione della gravità, come si disse, si esercita egualmente -
sopra ogni corpo, qualunque sia la sua massa, che in
confronto di quella della terra è trascurabile; perloché si deve -
ritenere che agisca su tutte le molecole di un corpo, il
quale si considera siccome l'unione di punti materiali, a cui
sieno applicate altrettante forze uguali e parallele, dirette
nello stesso senso, la risultante delle quali chiamasi peso del
corpo (2).
In virtu di questa forza un grave percorre nelle successive -
unità di tempo degli spazj che formano la progressione -
dei numeri impari naturali. Volendo perciò lanciare un
corpo ad una determinata altezza, sarà necessario d'imprimergli -
una velocità eguale a quella che avrebbe acquistata
discendendo dalla medesima altezza. La gravità è pure la
forza che anima i corpi discendenti per piani inclinati, ma
(1) Se la latitudine è maggiore di 45°, il cos. 29 sarà una quantita -
negativa, e percio la gravità sarà maggiore di g, per cui al polo essendo -
cos. 27 — - 1 si ha g'= g (1 + 0,002837); in wvece all' equatore -
ove cos. 9 = 1 si ha g 2 g (1-0,002837).
(2) Esprimendo con m la massa di un corpo, con y il volume ossia -
spazio che occupa, con d la densità ossia il rapporto fra la massa -
ed il volume, con g la gravità e con p il peso; le relazioni che passano -
fra queste quantità sono comprese nelle due formole seguenti
mvd; p = mg.
VITRUVIO,
Lib. x.