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GIUNTA I.
Sui principj fondamentali di Meccanica.
I. In tutte le scienze fa d' uopo prender la mossa dall'esaminare -
i fatti fondamentali; quindi astraendo riconoscere -
i rapporti vicendevoli fra i medesimi, e le leggi universali, -
a cui van sottoposti; e finalmente retrocedendo applicar
queste leggi ai singoli fatti. Quest' applicazione dev' essere
lo scopo d' ogni speculativa disquisizione, senza di che riescirebbe -
un puerile trastullo. Restringendosi però alle scienze
che diconsi ésatte, il massimo vantaggio derivato dai loro inconcussi -
principj fu a pro della Meccanica, e precipuamente -
di quella parte che si distingue col nome di pratica, il
di cui scopo è l' applicazione immediata agli usi sociali delle -
leggi dell' equilibrio e del moto dei corpi stabilite dalla
Meccanica razionale.
Ecco il ministero principale dell' ingegnere; senza ch'egli -
possegga le cognizioni necessarie a quest' applicazione,
mal gli si compete quel nome. S' egli saprà combinare elegantemente -
i modini di un ordine architettonico, si dirà che
bene studiò nell' arte d' immaginare un bello edifizio, ma
non che si trovi capace di solidamente erigerlo. Né questo è
uno dei più importanti vantaggi che apporta la meccanica
poiché consistono essi in principalità nell' impiegare economicamente -
le forze motrici della natura pel maggiore incremento -
delle arti e dei mestieri. Ed è questo il perché, dopo
avere trascorsi i campi della speculazione, si debba esaminare -
come meglio soddisfacciano ai bisogni sociali quelle verita -
che furono astrattamente dimostrate, e come per mezzo
di queste si possano scegliere i metodi più convenientr ad
ottenere gli effetti che si vogliono conseguire.