CAPO XXII.
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parando la guerra contro Rodi, menò seco Epimaco -
nobile architetto ateniese. Costui dunque
costrui un' elepoli di enorme spesa con somma
industria e fatica, che avea cento venticinque pledi -
d' altezza, di larghezza sessanta : e la fortificò
çon cilicj e con cuoj crudi (1) in si fatto modo.
che potesse sopportare il colpo d' una pietra di
libbre trecento e sessanta tirata dalla balista. La
macchina era del peso di trecento sessanta libbre.
Quando adunque Callia fu pregato dai Rodiotti
di costruire una macchina contro di quell' elepoli, -
e di tirarla, come avea promesso, dentro le
mura, disse di non potere.
47. Non tutte perciò le cose possono trattarsi -
cogli stessi principj, ma alcune tanto dietro piccioli, -
quanto dietro grandi esemplari ottengono similmente -
l' effetto ; altre non possono aver ésemplari, -
ma si formano da per sè stesse; alcune poi,
che si vedono verisimili negli esemplari, quando
cominciano a mettersi in atto, mancano, come in
ciò lo possiamo osservare. Si fora colla trivella un
buco di mezzo dito, di un dito, d' un dito e
mezzo: se colla stessa proporzione si volesse farne -
uno di un palmo non avrebbe l' effetto: d un
mezzo piede poi, o maggiore, non si dee pure
(1) Servio fra gli altri nel lib. III. delle georgiche scrive, -
che si coprivano con questi cilicii i tavolati delle torri,
onde le faci che si scagliavano non vi appiccassero il fuoco.
Varrone nel lib. II. delle cose rustiche ne fa derivare il nome -
dai popoli della Cilicia, presso i quali furono per la prima -
volta adoperati.