Full text : Lib. IX (9)

GIUNTA  II.
tenère  che  Newton  ne  sia  assolutamente  il  créatore.  E  vero
che  Keplero,  spiegando  l'azione  della  Luna  sulla  Terra  e
viceversa,  e  cercando  di  penetrare  nell'  essenzialità  del  moto, -
  lu  il  primo  a  dar  l'idea  della  gran  teoria  newtoniana;
ed  é  vero  che  dopo  di  lui  Descartes  tentô  di  spiegare  le
medesime  cause;  ma  Keplero  non  fece  che  spargere  un  raggio -
  di  luce,  ed  il  sistema  di  Descartes  non  si  accordava  con
la  maggior  parte  dei  senomeni;  e  percio  si  dovette  adottare
quello  che  propose  e  sviluppô  in  seguito  il  filososo  inglese,
e  che  fu  portato  al  massimo  dell'  evidenza  dal  eelebre  La¬Place; -
  sistema,  che,  spiegando  lodevolmente  i  senomeni  osservati, -
  conferma  a  meraviglia  le  leggi  stesse  determinate  dall'astronomia -
  geometrica.
Si  giunse  pertanto  con  quest'  ultima  parte,  che  si  può
giustamente  chiamare  astronomia  sublime,  a  ridurre  la  scienza -
  non  a  pure  ipotesi,  non  a  sole  probabilità,  ma  a  dimostrazioni -
  esatte,  quanto  sono,  esatti  i  principi  delle  scienze
sussidiarie,  cioè  la  geometria,  l'  algebra,  la  meccanica.  Che
se  pure  vi  rimanesse  qualche  piccolo  errore,  non  è  questo
dovuto  alla  teoria,  ma  solo  all'  esecuzione  degli  stromenti
necessari  all'  osservazione,  i  quali  dipendendo  dalle  arti  meccaniche -
  non  possono  mai  giungere  all'  esattezza  matematica.
Ora  tale  essendo  l'ordine,  con  cui  si  è  formata  la  scienza -
  astronomica,  è  ben  certo  che  il  metodo  pid  naturale  pet
trattarla  e  per  istudiarla  è  quello  di  seguire  l'ordine  stesso;
cioe  osservare  prima  i  fenomeni,  e  poscia  dedurne  le  conseguenze. -
  Nulladimeno  essendo  il  metodo  analitico  in  ogni
scienza  molto  lungo,  e  venendo  percio  spesso  abbandonato
per  appigliarsi  al  sistematico,  quando  peraltro  sia  bene  comprovato, -
  non  sarebbe  improprio  l'  adoprarlo  anche  nell'  insegnare -
  l'’astronomia,  con  istabilire  le  sue  proposizioni  generali, -
  ed  andare  di  mano  in  mano  dimostrandole,  onde  poter -
  cosi  giovare  maggiormente  a  quelli  che  debbono  servirsi -
  dei  vantaggi  che  porta  l'astronomia,  anziché  applicarsi  a
rintracciarne  di  nuovi.  Ed  a  questo  mirò  l'astronomo  Francoeur -
  nella  prima  parte  della  sua  Uranografia,  in  cui  appunto -
  egli  cerca  di  sbarazzare  i  movimenti  reali  dei  corpi
celesti  da  una  folla  di  apparenze  piu  o  meno  ingannatrici;
e  dopo  di  cio  egli  esamina  le  apparenze  stesse,  e  ne  trae
            
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