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GIUNTA I1.
ordinario, si arresta spesso alla metà della via) non distiugue -
con prove certe se la verità stia pel sistema Tolommaico -
o pel Copernicano ; e ciò in causa delle due parti in cuisi -
divide la scienza, e che ora siamo per indicare.
L'astronomo suole, anzi deve, contemplare il cielo in
due maniere affatto diverse, cioè: come appare ai nostri sénsi, -
e come la nostra mente può concepirlo. Nel primo caso
non é che osservatore, nel secondo è veramente astronomo,
Ma senza essere il primo, o almeno senza prevalersi delle
altrui osservazioni, non può conseguire il secondo nome. Perciò -
da questo vario modo di considerare gli astri venne la
scienza astronomica divisa in due parti, cioè sferica e teorica. -
La prima esamina il cielo tal quale si presenta ai nostri -
occhi; e perciò non diversifica dalle comuni osservazioni -
praticate in ogni tempo ed in ogni sistema, se non in
quanto che i mezzi a ciò necessarj si andarono sempre più
perlezionando, specialmente dal punto in cui Galileo y' introdusse -
l'uso dei telescopi; quindi ritiene sempre che una
grande sfera circondi il nostro globo, e che i corpi sparsi
nella immensità dei cieli descrivano col loro moto alcuni
cerchj particolari della medesima; quindi si serve ella degli
stessi cerchj anticamente immaginati, divide il cielo in determinate -
regioni, assegna il posto alle stelle fisse, attribuisce -
al Sole i due moti annuo e diurno, determina le stagioni -
e le retrogradazioni dei pianeti, calcola le paralassi; in
una parola éspone tutto ciò che accade nel cielo in successivi -
periodi.
L' astronomia teorica invece sviluppa la vera struttura e
disposizione del cielo e dei corpi che in esso si aggirano, e
rende ragione dei fenomeni che dalla sferica furono soltanto
ehunciati. Ma questa pure per due diversi uffizi, a cui si
consacra, assume due diversi nomi, cioè geometrica e fisica.
L' astronomia teorica geometrica spiega le diverse apparenze -
e fenomeni che si osservano nel moto degli astri, insegna -
a calcolarne le eclissi, al spiegare le stazioni, le direzioni -
e le retrogradazioni dei pianeti, ad indicare di qual
maniera succedano i moti apparenti di questi e dei loro satelliti, -
a sviluppare la teoria delle comete, a calcolare le distanze -
reciproche dei corpi celesti, a determinare le orbite,