Full text : Lib. IX (9)

GIUNTA  1.
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colare,  e  non  già  come  una  regola  generale  diretta  alla  mag
giore  comodità,  od  alla  minore  incomodità  possibile  secondo
il  proposto  problema  da  risolversi,  per  cui  non  ho  tralasciato -
  di  consultare  altri  autori  classici,  tra'  quali  altro  non  ho
ritrovato  che  degli  avvertimenti  vaghi  e  indeterminati.
Sulla  necessità  dunque  di  dare  la  soluzione  del  problema -
  ho  rivolto  le  mie  prime  riflessioni  al  movimento  progressivo -
  dell'  uomo  di  giusta  statura,  col  quale  comunemente -
  si  sa,  che  più  agevolmente  cammina  in  un  piano  orizzontale, -
  che  in  un  piano  inclinato.  Anzi  si  accresce  l'  incomodo
avanzandosi  l'  inclinazione  del  medesimo:  ove  si  osserva  che
l'estensione  moderata  del  passo  umano  non  eccede  i  palmi
tre  romani  all'  incirca  (met.  o,  975).
E  perchè  alzandosi  il  piede  per  salire,  si  minora  l'  estensione -
  del  passo,  perciò  la  massima  larghezza  dev'  essere
un  poco  meno  dei  palmi  tre.  Ho  osservato  inoltre,  che  nel
primo  passo  rimanendo  fermo  il  piede  sinistro,  siccome  la
tibia  del  piede  destro  resta  quasi  in  linea  retta  col  femore,
descrive  un  arco,  o  sia  un  segmento  di  circolo,  e  che  non
si  eleva  più  di  once  sei  in  circa  (met.  o,  1625)  del  pianterreno: -
  onde  l'  estensione  del  passo  umano  può  fissarsi  quasi -
  a  palmi  due  e  mezzo,  cioè  once  trenta  (met.  o,  8125  ),
Queste  dunque  sono  le  misure,  che  ho  stimato  fissare  per
la  larghezza  e  l'  altezza  del  gradino,  sul  cui  piano  dee  comodamente -
  riposare  il  piede  posto  in  movimento.
Da  ciò  ne  segue  che  la  ragione  più  comoda  possibile
del  gradino  è  di  once  30  di  pedata  sopra  once  sei  di  alzata, -
  lo  che  può  facilmente  confermarsi  dall'  esperienza.  Ed
ecco  fissato  il  primo  estremo.
L'  altra  ragione  poi  della  pedata  ed  alzata  dei  gradini,
che  sieno  i  meno  incomodi  possibili,  stabilendo  la  pedata  del
gradino  non  minore  della  lunghezza  del  piede  dell'  uomo
che  è  la  misura  estrema  del  minimo  incomodo  possibile,  ritrovo -
  che  corrisponde  a  pol.  1,  once  3,  cioè  once  quindici  (1)
(1)  Non  fa  d'uopo  avvertire,  che  resta  in  arbitrio  dell'  architetto
in  casi  di  urgentissima  necessità  il  poter  minorare  la  misura  della  pedata -
  di  once  15,  salve  le  leggi  della  gravità  ecc.,  lo  che  è  fuori  del
problema.
            
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