Volltext : Lib. IX (9)

GIUNTA  1.
77
piano  orizzontale;  esaminata  poi  l'ampiezza  dello  stesso  passo -
  nella  salita  la  si  conobbe  eguale  alla  metà  della  prima;
quindi  si  stabili  la  regola,  seguita  dalla  maggior  parte  degli
architetti,  che  debbasi  nella  formazione  di  un  gradino  aver
di  mira,  che  la  sua  larghezza  unita  al  doppio  dell'  altezza
costituisca  sempre  una  somma  equivalente  all'  ordinario  passo -
  orizzontale.  Dietro  questa  regola  il  sig.  Giuseppe  Soli  nelle -
  sue  aggiunte  al  Manuale  di  Architettura  di  Giovanni  Brança -
  stabilisce  che  l'altezza  di  un  gradino  debba  stare  fra  nove
e  sei  once  di  palmo  romano,  cioè  fra  metri  o,16725  e  metri -
  o,  1125  ;  e  trova  che  per  l'altezza  di  nove  once  il  suo
rapporto  alla  larghezza  sarà  di  1:  2,  per  otto  once  di  2  :  5,
per  once  sette  di  1  :  3,  per  once  sei  di  1  :  4.  Il  Milizia  invece -
  seguendo  la  stessa  regola,  e,  come  dic'  egli,  l'esperienza, -
  prefigge  che  per  una  comoda  salita  l'  altezza  del  gradino -
  non  deve  mai  sorpassare  sei  pollici  di  piede  parigino
(metri  o,  1625  ),  nè  essere  minore  di  quattro  pollici  (metri -
  o,  08125);  per  cui  la  larghezza  starà  fra  i  dodici  e  sedici -
  pollici,  ossia  fra  metri  o,  325  e  metri  o,  40625.  Non  è
pertanto  da  rimproverare  gran  fatto  al  Galiani  di  avere  nei
suoi  comenti  a  Vitruvio  assegnata  ai  gradini  una  larghezza
doppia  della  loro  altezza,  prima  perchè  dice  essere  tale  la
pratica  dei  suoi  tempi,  e  poscia  perchè  il  minimo  dell'  altezza -
  fissato  tanto  dal  Branca,  quanto  dal  Soli  e  dallo  stesso -
  Milizia  è  sempre  sudduplo  della  corrispondente  lunghezza. -

Avremmo  qui  taccia  di  negligenza  se  non  riportassimo
la  nuova  regola  immaginata  dal  professore  di  architettura  in
Palermo,  il  signor  Giuseppe  Venanzio  Marvuglia,  con  la
quale  si  cerca  di  stabilire  un  rapporto  generale  fra  quelle
due  dimensioni  per  tutte  le  specie  di  gradini.  Ecco  le  sue
parole:
Riflettendo  sulla  maggiore  agevolezza  delle  scale,  osservo -
  che  in  gran  parte  dipende  dalla  ragion  che  passa  tra  la
pedata  ed  alzata  del  gradino,  o  sia  tra  la  larghezza  e  l'  altezza -
  del  medesimo.  Laonde,  a  mio  parere,  si  deve  stabilire
una  regola  generale,  che  determini  tutte  le  specie  possibili
de'  gradini  fra  i  due  estremi  della  comodità,  cioè  fra  il  massimo -
  comodo  e  il  minimo  incomodo  possibile.  Tale  è  il  pro¬
            
Waiting...

Nutzerhinweis

Sehr geehrte Benutzerin, sehr geehrter Benutzer,

aufgrund der aktuellen Entwicklungen in der Webtechnologie, die im Goobi viewer verwendet wird, unterstützt die Software den von Ihnen verwendeten Browser nicht mehr.

Bitte benutzen Sie einen der folgenden Browser, um diese Seite korrekt darstellen zu können.

Vielen Dank für Ihr Verständnis.

powered by Goobi viewer