LIBRO IX.
68
d' un foro nel foro del mese susseguente va a terminare -
il suo corso. Onde siccome il Sole andando -
per gli spazj dei segni dilata (1) e restringe -
i giorni e le ore, cosi la bolla negli orologi -
pei punti contrarj al giro del centro del timpano, -
trasportandolo quotidianamente in alcuni
tempi agli spazj più larghi, in altri ai più angusti, -
col finire dei mesi finisce le immagini delle
ore e dei giorni.
48. Per l'amministrazione dell'acqua (2), cioè
per regolarla a dovere, si dovrà fare cosi. Dietro
la fronte dell' orologio si collochi internamente un
castello, nel quale per una fistola salga l' acqua,
e in fondo siavi una cavità, a cui sia affisso un
timpano di bronzo con un foro, pel quale dal
castello in esso entri l' acqua. In questo poi sia
incluso un timpano minore coi cardini torniti,
maschio e femmina, tra loro accoppiati, in modo
che il minor timpano, a guisa di epistomio 3
menando intorno strettamente e lievemente si ag
giri. Il labbro poi del timpano maggiore abbia
segnati a giusti intervalli trecento sessantacinque
punti; ma il girello minore abbia fissa nell' estrema -
circonferenza una linguella, la cui sommità si
(1) Questa voce appoggia la nostra nota intorno alla
voce depalationes, cap. 8. paragrafo 39.
(2) Gli orologi ad acqua sono antichissimi, poichè erano. -
usati anche dagli Egizj, come si ha da Orapollo, lib. 1.
cap. 16.
(5) Lat. epistomium: è quel turacciolo di legno che tura -
la buca, d' onde s' empie la botte; e che in italiano si
chiama cocchiume, ed in veneziano cocon.