56
LIBRO IX.
si alzi una retta ortogonale (1) in manierà che
stia a squadra, la quale chiamasi gnomone : e dalla -
linea del piano all' estremità dello gnomone col
compasso si misurino nove spazj, ed al termine
della nona parte si stabilisca il centro, nel quale
siavi la lettera A: indi aperto il compasso, da
quel centro alla linea del piano, dove sta la lettera -
B, si descriva un circolo, che chiamasi meridiano -
: poi delle nove parti, che sono dal piano
al centro dello gnomone, se ne prendano otto, e
si segnino nella linea dove è la lettera C. Questa -
sarà l'ombra equinoziale dello gnomone. Da
quel segno poi ov' è la lettera C si conduca una
linea pel centro dov è la lettera A, e qui sarà il
raggio equinoziale del Sole. Allora dal centro
condotto il compasso alla linea del piano si segni
l'equidistanza a sinistra in E, e a destra in I
nell estreme linee della circonferenza, e si tiri
projettata dal Sole in ciascun segno dello zodiaco; poichè
segnati sulla linea GH, i punti 1. 2. 3. 4., col mezzo delle
rette che passano per quelle divisioni, essi indicheranno la
distanza del Sole dalla linea equinoziale in ciascun mese;
per lo che guidâte varie linee dal centro A dello gnomone
per ciascuno di quei punti, e prodotte fino ad incontrare la
retta TB, sarà determinata la lunghezza dell' ombra meridiana -
per ciascun mese.
Si osserva poi giustamente che la prescrizione data da
Vitruvio di dividere in quindici parti la circonferenza, per
determinare con una di esse la distanza dall' equinozio al
solstizio, prova che ai suoi tempi si calcolava l' obbliquità
dell' enlittica di 24°. Ora però questa obbliquità viene determinata -
di 23° 27 43", 2.
(1) L'originale sta scritto in greco: pros ortas, cioè ad
angoli retti; e da quelle voci greche i matematici hanno formata -
la sola voce italiana scientifica ortogonale,