CAPO VIII
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te ed in Libra delle nove parti che ha dallo gnomone -
ne fa otto di ombra nella declinazione del
cielo (1) di Roma : parimente in Atene da quatsa -
verticale, la cui ombra varia ogni giorno. Turnebo e
Baldo confessano di non sapere cosa possa intendere Vitruvio -
con quella voce. Il primo conghiettura che voglia dire
rimovimento del palo, cioè quella cosa che indica di qual
modo si abbia ad allungare o ad abbreviare la durata del
giorno, il quale dipendeva dall' elevatezza o depressione del
cono che chiudeva più o meno il foro, onde le ore risultassero -
più o meno lunghe. Il Baldo invece suppone che derivi -
dalla voce palor, che significa errare qua e là, quasi voglia -
indicare l' ineguaglianza delle ombre che vanno crescendo -
o diminuendo dall' una o dall' altra parte. Il Galiani però -
osserva che nel codice vaticano si legge explanationes,
la qual voce è nota, e propria a questo luogo. L' Ortiz invece -
dice che conoscendosi ciò che vuole significare Vitruvio -
con quella parola, è mutile il cercarne l'etimologia. Può
forse derivare dal verbo dispalare o dispalari spesso usato
dai Latini per indicare alcuni soldati dispersi e separati dall' -
esercito; ovvero con altri dal verbo depalo, che si trova
in molte antiche iscrizioni. E certo però che Vitruvio qui
vuole indicare il crescere ed il decrescere dei giorni. Neyton
suppone che il nostro autore abbia voluto accennare la disuguale -
e varia divergenza delle linee che segnano le ore.
Fin qui lo Stratico. Il Pontedera dice che l' architetto latino -
si propone di spiegare le brevità mensili dei giorni, e
che perciò con la voce depalationes deve intendere o la
lunghezza dei giorni, o la loro eguaglianza. A noi sembra
che depalationes indichi un'operazione fatta con un qualunque -
stromento, detto forse palo, nello stesso modo che da
livello dicesi livellazione; e questo era un termine tecnico per
indicare le operazioni che si facevano dietro l'ombra del palo -
o gnomone, onde fissare le linee orarie. Nulladimeno dopo -
le spiegazioni di tanti comentatori non si può ancora veramente -
accertarsi della natura del vocabolo, e pare doversi
dire tuttavia che vi è errore nel testo. Ma essendovi errore
si può facilmente correggere colla voce dilatationes, la quale -
non può non essere stata usata da Vitruvio, mentre al
paragrafo 47. cap. IX. di questo libro dice: sol dilatat contrahitque -
dies. La critica è figlia dell' intelletto e della libertà, -
e deve rompere i legami della pedanteria.
(1) La declinazione del cielo, o del Sole, come vuole intendere -
qui Vitruvio, e come spiega lo Stratico, è l' arco di