LIBRO IX.
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di Cassiopea ; sotto la coda dell' Uccello stanno i
piedi del Cavallo (1). Indi il Sagittario, lo Scorpione, -
la Libra, e al di sopra il Serpente colla
punta del becco tocca la Corona: in mezzo di esso -
l Ofioco (2) tiene fra le mani il Serpente, calcando -
col piè sinistro in mezzo della fronte dello
Scorpione. Non lungi dal capo dello Scorpione è
posto il capo di quello che chiamasi l'Inginocchiato -
(3). Le sommità delle loro teste sono facili -
a riconoscersi, perchè sono formate di stelle
non fosche. Il piede dell' Inginocchiato si appoggia -
alla templa del capo di quel Serpente (4) che
e fra le Orse (che si chiamano settentrioni) implicato: -
verso quelle piegasi un poco il Delfino -
(5). Dirimpetto al becco dell' Uccello è posta
(1) Dalla descrizione del Cigno fatta qui da Vitruvio
conchiudono Galiani ed Ortiz, che la configurazione di questa -
costellazione fosse presso gli antichi affatto diversa dall'odierna, -
cioè che l'ala sinistra si figurasse ove segnasi ora la
coda, e la coda dove ora sta l' ala sinistra; nel qual modo
soltanto l' ala sinistra poteva guardare Cassiopea, e la coda
coprire l' unghie del Cavallo.
(2) Il Serpentario,
(3) Cioè Ercole, il quale viene raffigurato nell' attitudine -
di premère con un piede la testa del Drago. Si è seguita -
la emendazione dell' Ortiz, fatta dietro un codice dell' -
Escuriale.
(4) Si dovrebbe leggere Drago da quanto segue.
(5) Il testo: parve per eos flectitur Delphinus, Galiani;
si discosta un poco il Delfino Barbaro: dove per la bocca
si piega il Delfino contro il rostro dell' Uccello, in conformità -
del Filandro che cangia parve per eos in equi paroi
per eos. L' Orsini: ben poco da' Cavalli distante piegasi il
Delfino. Anche il Perrault, seguendo il Filandro vorrebbe
leggère equi paroi per eos, perchè il Delfino sta alla fronte
del piccolo Cavallo. Ma siccome Vitruvio non parla di questo -
Gavallo, cosi deve supporsi che ai suoi tempi non fosse