CAPO IV.
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27. Se dunque a tanti intervalli può questo
la nostra vista discernere, perchè mai giudichiamo -
noi, che si possano frapporre oscurità ai divini -
splendori degli altri? Piuttosto noi vediamo
in ciò la ragione; che siccome il fervore evoca (1)
ed attrae a sè tutte le cose talchè per mezzo
del calore veggiamo anco 1 frutti sorgere ed alzarsi -
da terra, e non meno i vapori dell acqua
per l'azione dell' arco suscitarsi dai fonti alle nuvole -
), cosi l' impeto veemente del Sole spargendo -
a forma di triangolo i raggi, attrae a sè le
seguaci stelle, e le percorrenti frenando e ritenendo -
non lascia avanzare, ma sforza a retrocedere -
a sè, ed entrare nel segno dell' altro triangolo. -
28. Forse si desidererà di sapere perchè il
Sole nel quinto segno dal suo, piuttosto che dal
secondo o dal terzo, che gli son più vicini, generi -
co suoi fervori queste ritardazioni. Io dunque -
esporrò come ciò mi sembri avvenire. I suoi
raggi si distendono nel mondo per linee, colla forma -
di un triangolo di lati uguali. Ciò accade nel
quinto segno nè più nè meno dal suo. Perciò se
1 raggi diffusi circolarmente vagassero per tutto il
mondo, nè dirittamente sporgendosi, non si delineassero -
in forma di triangolo, le cose più vicine -
arderebbono. E ciò sembra essere stato anco
da Euripide, poeta greco, osservato, il quale cosi
(1) Il testo evocat.