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LIERO IX.
le cui apparenze con certa disposizione di stelle
in dodici eguali parti divise, si esprimono con
immagini dipinte dalla natura: onde queste rilucendo -
col mondo, e coll' ornamento delle altre
stelle pervolando all'intorno alla terra ed al mare, -
eseguiscono il loro corso a seconda della ritondezza -
del cielo.
15. Tutte queste cose poi visibili ed invisibili -
sono legate al necessario ordine delle stagioni,
e se questi segni divagano col cielo sopra la terra, -
gli altri al di sotto di questa sono oscurati
dalla sua ombra: però sempre sei fra questi stanno -
al di sopra: perchè quanto una parte dell'ultimo -
segno è forzata nell' abbassamento della sua
circolazioue a nascondersi sotto terra, altrettanto
dell opposto segno sospinto dalla necessità della
circolazione, roteando dai luoghi occulti ed oscuri -
esce alla luce. Perchè una stessa forza e nenessità -
l'oriente e l'occidente nel medesimo tempo -
produce. Essendo poi questi segni in numero
di dodici, e possedendo ciascheduno una duodecima -
parte del mondo, e girando essi di contiventi -
che stanno nell' emisfero boreale, e sedici nell' australe.
Canopo viene poi semplicemente, nominato, perché non à
visible in Europa. In questa descrizione segue Democrito.
com egli stesso lo dice nel cap. 7 ; dal che si conosce la
ragione, per cui omette la chioma di Berenice. Parimente
non nomina il Cavallo minore, siccome costellazione figurata
dopo Democrito. Antinoo poi fu descritto e denominato dopo -
che fu Vitruvio. Resta quindi ancora in dubbio, se ai
tempi di Augusto si conoscesse il segno della Libra, come -
vogliono aleuni, stantechè Vitruvio acenna soltanto cio
che descrive Democrito. Stratico,