Volltext : Lib. IX (9)

CAPO  IV.
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in  greco  si  chiamano  poli,  pei  quali  il  cielo  sempiternamente -
  pervola  :  cosi  stando  in  mezzo  la
terra  col  mare,  è  collocata  naturalmente  nel  luogo -
  del  centro.
14.  Disposte  queste  cose  dalla  natura  in  modo, -
  che  nella  parte  settentrionale  il  centro  abbia
l'altezza  più  sollevala  dalla  terra,  e  nella  parte
meridiana,  sottoposto  ai  luoghi  inferiori,  sia  dalla
terra  oscurato  (1),  vi  passa  pure  per  lo  mezzo
una  zona  trasversale  a  guisa  di  circolo  inclinata
a  mezzogiorno,  configurata  di  dodici  segni  (2),
rivoluzione  diurna  essere  dotati  di  una  inconcepibile  velocitä -
  assoluta.  Questo  sistema  fu  interamente  distrutto  da  Copernico: -
  nulladimeno  si  avverta,  che  nelle  osservazioni  anche -
  odierne  per  determinare  i  fenomeni  celesti,  si  suole  seguire -
  la  maniera  Tolommaica,  siccome  quella  che  si  conforma -
  alle  apparenze  ed  ai  nostri  sensi;  quindi  si  suppone
sempre  l'  osservatore  nel  centro  della  sfera  celeste.  Il  calcolo -
  poi  sa  modificare  le  apparenze  in  guisa  che  corrispondano -
  alla  realtà.
(1)  Ciò  conferma  quanto  si  disse  sull'  obbliquità  della
sfera  considerata  da  Vitruvio,  per  cui  dice  che  la  terra  si
oscurava  nelle  parti  meridionali.  La  qual  cosa  mostra,  come
osserva  lo  Stratico,  quanto  poco  fosse  conosciuto  dagli  antichi -
  l'  emisfero  australe.  Tuttavia  essi  conoscevano  gli  antipodi, -
  od  almeno  concepivano  la  possibilità  della  loro  esistenza, -
  come  si  può  dedurre  dalle  parole  di  Plinio  nel  lib.  II,
cap.  64.  65.
(2)  Gli  antichi  astronomi,  per  amore  di  brevità,  determinarono -
  alcuni  gruppi  di  stelle  per  mezzo  di  nomi,  che  dedussero -
  dalla  somiglianza  che  presentavano  con  alcuni  oggetti -
  ad  essi  più  famigliari.  Pochi  però  furono  questi  nomi
nei  primi  principj,  poichè  Giobbe,  Omero  ed  Esiodo  non
parlano  che  di  sole  sette  costellazioni.  Questo  numero  però
andó  successivamente  aumentando,  ed  in  particolarità  nei
tempi  più  recenti,  in  cui  coll'  ajuto  dei  telescopj  e  col  mezzo -
  della  navigazione,  si  potè  osservare  una  maggior  quantità -
  di  stelle.  Vitruvio  ne  descrive  quarantotto  come  determinate -
  ai  suoi  tempi,  cioè  le  dodici  che  formano  lo  zodiaco,
            
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