Volltext : Lib. IX (9)

GIUNTA  II1.
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periore.  Gli  orologi  di  questa  specie  furono  però  da  prima
modellati  sulla  clepsidra  di  Ctesibio,  la  quale  constava  pure
di  varie  ruote  dentate  e  di  rocchetti,  posti  in  moto  per  l'azione -
  dell'  acqua;  tuttavia  una  invenzione  tanto  bella  non
ebbe  alcun  incremento  per  molti  secoli¬  Si  nominano  solo
gli  orologi  di  Trimalcione,  di  Boezio  e  di  Cassiodoro;  e
quello  regalato  dal  papa  Paolo  I.  a  Pipino  nel  760,  e  l'  altro -
  dal  califfo  Raschild  verso  l'  anno  807  a  Carlomagno  destarono -
  la  meraviglia,  e  furono  tosto  imitati  dagl'  Italiani.
L'uso  però  dei  medesimi  non  risale  oltre  al  decimo  secolo,
nel  quale  si  cominciò  a  collocarli  sui  campanili.  Tosto  gli
artefici  intelligenti  pensarono  ad  aggiungervi  un  meccanismo
perchè  la  macchina  potesse  indicare  le  ore  col  suono.  Dagli
orologi  in  grande  si  passò  ad  alcuni  più  piccoli,  per  collocarli -
  nelle  stanze,  e  da  questi  ad  altri  minori  portatili  senza
alcun  incomodo.  Gli  orologi  però  da  saccoccia  furono  inventati -
  soltanto  verso  la  metà  del  diciassettesimo  secolo,  in  cui
si  trovò  il  mezzo  di  sostituire  al  peso  motore  una  spira
elastica.
L'esattezza  di  questi  automi  molto  superiore  a  quella
delle  clepsidre,  giunse  al  suo  massimo  grado  dopo  il  1647,
in  cui  si  applicò  ai  medesimi  il  pendolo  per  opera  di  Huygens, -
  o  come  altri  vogliono  di  Galileo;  ed  in  grazia  della
rande  precisione  con  cui  il  pendolo  segna  le  divisioni  del
tempo  si  giunse  a  fissare  le  più  piccole  parti  di  un  giorno,
per  cui  l'  intervallo  fra  due  passaggi  successivi  del  Sole  al
meridiano  fu  diviso  in  86400  parti,  nominate  secondi,  che  si
possono  agevolmente  numerare.
Siccome  spesso  accade  nelle  umane  invenzioni,  le  quali
quando  incominciano  a  perfezionarsi  vi  progrediscono  di
gran  passi,  il  meccanismo  degli  orologi  si  ridusse  sempre
piû  utile,  per  cui  queste  macchine  non  si  limitarono  solo  ad
indicare  con  esattezza  le  parti,  in  cui  si  divide  il  tempo
diurno,  ma  benanche  il  giorno  del  mese  e  della  settimana, -
  gli  anni,  l'  età  e  le  fasi  della  Luna,  il  nascere  ed  il  tramontare -
  del  Sole,  gli  anni  bisestili  ecc.  Si  videro  gli  svegliarini, -
  le  ripetizioni,  e  persino  gli  orologi  ad  equazione,
cioè  tali  da  indicare  le  differenze  fra  il  tempo  vero  ed  il
tempo  medio;  e  finalmente  dagli  stessi  principi  ebbero  na¬
            
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