GIUNTA II1.
142
periore. Gli orologi di questa specie furono però da prima
modellati sulla clepsidra di Ctesibio, la quale constava pure
di varie ruote dentate e di rocchetti, posti in moto per l'azione -
dell' acqua; tuttavia una invenzione tanto bella non
ebbe alcun incremento per molti secoli¬ Si nominano solo
gli orologi di Trimalcione, di Boezio e di Cassiodoro; e
quello regalato dal papa Paolo I. a Pipino nel 760, e l' altro -
dal califfo Raschild verso l' anno 807 a Carlomagno destarono -
la meraviglia, e furono tosto imitati dagl' Italiani.
L'uso però dei medesimi non risale oltre al decimo secolo,
nel quale si cominciò a collocarli sui campanili. Tosto gli
artefici intelligenti pensarono ad aggiungervi un meccanismo
perchè la macchina potesse indicare le ore col suono. Dagli
orologi in grande si passò ad alcuni più piccoli, per collocarli -
nelle stanze, e da questi ad altri minori portatili senza
alcun incomodo. Gli orologi però da saccoccia furono inventati -
soltanto verso la metà del diciassettesimo secolo, in cui
si trovò il mezzo di sostituire al peso motore una spira
elastica.
L'esattezza di questi automi molto superiore a quella
delle clepsidre, giunse al suo massimo grado dopo il 1647,
in cui si applicò ai medesimi il pendolo per opera di Huygens, -
o come altri vogliono di Galileo; ed in grazia della
rande precisione con cui il pendolo segna le divisioni del
tempo si giunse a fissare le più piccole parti di un giorno,
per cui l' intervallo fra due passaggi successivi del Sole al
meridiano fu diviso in 86400 parti, nominate secondi, che si
possono agevolmente numerare.
Siccome spesso accade nelle umane invenzioni, le quali
quando incominciano a perfezionarsi vi progrediscono di
gran passi, il meccanismo degli orologi si ridusse sempre
piû utile, per cui queste macchine non si limitarono solo ad
indicare con esattezza le parti, in cui si divide il tempo
diurno, ma benanche il giorno del mese e della settimana, -
gli anni, l' età e le fasi della Luna, il nascere ed il tramontare -
del Sole, gli anni bisestili ecc. Si videro gli svegliarini, -
le ripetizioni, e persino gli orologi ad equazione,
cioè tali da indicare le differenze fra il tempo vero ed il
tempo medio; e finalmente dagli stessi principi ebbero na¬