CAPO I.
Ritrovato di Platone (1) per misurare il campo.
4. Se vi è un luogo, od un campo di quattro -
lati uguali, e lo si dee duplicare, perchè vi
(1) Da Filandro in poi tutti gl' interpreti convennero
essere stati i tre primi capitoli di questo libro malamente
staccati dalla prefazione, e ciò non aver fatto Vitruvio. Ed
invero le scoperte in essi indicate devono stare a guisa d'esempio -
dell' eccellenza di quegl' ingegni che ne furono gl'inventori, -
come fêce nelle altre prefazioni, perciocchè nulla
hanno che fare coll' argomento trattato in questo libro. L'Orsini -
diffatti saggiamente le riuni, come vuole la ragione.
L'invenzion di Platone non è che una conseguenza del
teorema pittagorico, poichè in un quadrato la diagonale essendo
ipotenusa di un triangolò isoscele rettangolo, ne segue che il
suo quadrato sarà doppio di quello di un cateto. Diffatti nel
triangolo ABD, fig. 1. Tav. I., si ha BD AB? AD 2 ma
AB =AD, dunque BD= 2 AB La dimostrazione poi riportata -
da Vitruvio (che, al dir del Galiani, è piuttosto pratica -
che geometrica) si ha geometricamente come segue. Il
quadrato ABCD, diviso in due triangoli eguali dalla diagonale, -
il quadrato di questa diagonale, cioè ADEF, viene
dalle due diagonali BE, DF diviso in quattro triangoli eguali -
fra loro, ed eguali a quelli in cui era diviso il primo quadrato. -
Diffatti per gli angoli retti e semiretti, che si hanno
nei medesimi, si prova facilmente che i lati BC, CD del
quadrato piccolo devono essere nella direzionê delle diagonali -
del quadrato grande, e siccome queste diagonali si tagliano -
per metà, ne segue che tutti quei triangoli sono eguali, -
e siccome il piccolo quadrato ne contiene due, ed il
grande ne contiene quattro, è chiaro che il secondo avrà
un' area doppia di quella del primo. Non è questo però il
solo metodo che serva alla duplicazione del quadrato; per
esempio fra gli altri è quello di circoscrivere al quadrato
proposto un circolo, ed a questo circolo un altro quadrato,
per cui il secondo risulta doppio del primo, siccome mostrammo -
nel Lib. IV. pag. 14.