GIUNTA III.
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gnate alcune linee disposte in modo che l' ombra d' uno
stilo, od un raggio solare passante per un foro che tiene
luogo dell' estremità dello stilo stesso, cade sopra quelle
linee ad ore determinate. Questi orologi poi assumono diversi -
nomi dalla diversa posizione dei piani e dalla varia figura -
delle superficie su cui si descrivono, e si dicono equinoziali, -
orizzontali, verticali, polari, diretti, declinanti, inclinanti, -
reclinanti, cilindrici, sferici ecc. Noi indicheremo
soltanto la costruzione dei tre primi, come i più interessanti -
e i più comuni, premettendo le seguenti definizioni.
Centro del mondo si considera l' estremità dello stilo,
attesa la gran distanza dalla terra al Sole, per cui un qualunque -
punto della sua superficie può supporsi nel centro.
Centro dell' orologio è il punto d' incontro della sua
superficie con una linea condotta per l' estremità dello stilo
parallelamente all' asse del mondo; nello stesso punto concorrono -
tutte le linee orarie, le quali sono le intersezioni
dei circoli orarj col piano dell' orologio. Questo centro non
esiste in quegli orologi, il cui piano sia parallelo all' asse
del mondo; diconsi allora orologi senza centro.
Sostilare è la projezione ortografica della suddetta linea -
sul piano dell' orologio.
Verticale dell' orologio è la linea condotta dall' estremità -
dello stilo perpendicolarmente al piano.
Piede dello gnomone è il punto d'incontro di questa
linea col piano.
Linea equinoziale è l'intersezione del piano dell' orologio -
col piano dell' equatore, ed è sempre normale alla sostilare. -
Orologio solare equinoziale.
Quando un piano obbliquo all' orizzonte s'inclina dalla
parte del polo facendo con l' orizzonte stesso un angolo
acuto, quel piano dicesi inclinante ; e se volgendosi fa un
angolo ottuso dicesi reclinante. Posta poi la reclinazione eguale -
al complemento della latitudine del luogo, il piano
proposto si trova nel piano dell' equatore, e l' orologio descritto -
sul medesimo dicesi equinoziale.