Full text : Lib. IX (9)

GIUNTA  III.
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gnate  alcune  linee  disposte  in  modo  che  l'  ombra  d'  uno
stilo,  od  un  raggio  solare  passante  per  un  foro  che  tiene
luogo  dell'  estremità  dello  stilo  stesso,  cade  sopra  quelle
linee  ad  ore  determinate.  Questi  orologi  poi  assumono  diversi -
  nomi  dalla  diversa  posizione  dei  piani  e  dalla  varia  figura -
  delle  superficie  su  cui  si  descrivono,  e  si  dicono  equinoziali, -
  orizzontali,  verticali,  polari,  diretti,  declinanti,  inclinanti, -
  reclinanti,  cilindrici,  sferici  ecc.  Noi  indicheremo
soltanto  la  costruzione  dei  tre  primi,  come  i  più  interessanti -
  e  i  più  comuni,  premettendo  le  seguenti  definizioni.
Centro  del  mondo  si  considera  l'  estremità  dello  stilo,
attesa  la  gran  distanza  dalla  terra  al  Sole,  per  cui  un  qualunque -
  punto  della  sua  superficie  può  supporsi  nel  centro.
Centro  dell'  orologio  è  il  punto  d'  incontro  della  sua
superficie  con  una  linea  condotta  per  l'  estremità  dello  stilo
parallelamente  all'  asse  del  mondo;  nello  stesso  punto  concorrono -
  tutte  le  linee  orarie,  le  quali  sono  le  intersezioni
dei  circoli  orarj  col  piano  dell'  orologio.  Questo  centro  non
esiste  in  quegli  orologi,  il  cui  piano  sia  parallelo  all'  asse
del  mondo;  diconsi  allora  orologi  senza  centro.
Sostilare  è  la  projezione  ortografica  della  suddetta  linea -
  sul  piano  dell'  orologio.
Verticale  dell'  orologio  è  la  linea  condotta  dall'  estremità -
  dello  stilo  perpendicolarmente  al  piano.
Piede  dello  gnomone  è  il  punto  d'incontro  di  questa
linea  col  piano.
Linea  equinoziale  è  l'intersezione  del  piano  dell'  orologio -
  col  piano  dell'  equatore,  ed  è  sempre  normale  alla  sostilare. -

Orologio  solare  equinoziale.
Quando  un  piano  obbliquo  all'  orizzonte  s'inclina  dalla
parte  del  polo  facendo  con  l'  orizzonte  stesso  un  angolo
acuto,  quel  piano  dicesi  inclinante  ;  e  se  volgendosi  fa  un
angolo  ottuso  dicesi  reclinante.  Posta  poi  la  reclinazione  eguale -
  al  complemento  della  latitudine  del  luogo,  il  piano
proposto  si  trova  nel  piano  dell'  equatore,  e  l'  orologio  descritto -
  sul  medesimo  dicesi  equinoziale.
            
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