Volltext : Lib. IX (9)

GIUNTA  II1.
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gradatamente  fin  a  toccare  il  punto  della  massima  altezza,
per  poi  discendere  ad  uno  direttamente  opposto  a  quello
d'  onde  era  surto.  Queste  ripartizioni  però  non  avevano  in
natura  che  due  soli  punti  fissi,  il  nascere  ed  il  tramontare
dell'  astro,  poichè  il  punto  sublime,  cui  perviene  alla  metà
del  suo  corso,  non  si  può  ad  una  prima  ispezione  determinare. -
  Si  vide  però  che  essendo  la  luce  solare  intecettata  dalla -
  maggior  parte  dei  corpi  terrestri,  questi  lasciavano  dietro
a  sè  un'  ombra,  la  quale  si  accorciava  e  si  allungava  a  seconda -
  dell'  altezza,  a  cui  giungeva  il  Sole;  e  quindi  che  si
poteva  dalla  lunghezza  di  quell'  ombra  determinare  la  varia
altezza  dell'  astro,  e  ripartire  uniformemente  in  più  intervalli -
  il  tempo  che  impiegava  a  fare  una  rivoluzione  diurna.
Ecco  la  prima  origine  di  quella  scienza  che  fu  detta  Gnomonica -
  da  gnomone,  ch'  era  il  nome  di  un  qualunque  corpo -
  che  servisse  a  segnare  la  lunghezza  di  quelle  ombre;
gl'  intervalli,  in  cui  venne  diviso  il  giorno,  si  chiamarono  ore,
ed  il  piano  che  serviva  ad  indicarle  si  disse  orologio,  cui
poscia  si  diede  l'  aggiunto  di  solare,  perchè  regolato  dal
moto  del  Sole  a  differenza  delle  altre  maniere  che  s'  inventarono -
  per  ripartire  il  tempo.  Il  numero  delle  ore  che  si
comprendono  in  un  giorno  è  affatto  arbitrario;  peraltro
gl'  Indiani,  i  Siamesi,  i  Tartari,  i  Persiani,  i  Caldei,  gli  Egiziani -
  e  tutti  i  popoli  del  mondo  antico  divisero  il  giorno  in
sessanta  parti;  divisione  però  che  serviva,  come  osserva  il
Bailly,  più  all'  uso  astronomico  che  all'  uso  civile,  pel  quale
fu  il  giorno  variamente  ripartito;  cosi  gl'  Indiani  lo  divisero
in  otto  intervalli  alla  stessa  maniera  che  fecero  poscia  i  Romani.
Ma  qualunque  sia  il  numero  delle  parti,  in  cui  si  voglia -
  dividere  il  giorno,  ecco  i  principj  fondamentali  per  costruire -
  un  orologio  solare  seguendo  la  divisione  attuale  del
giorno  in  ventiquattro  parti  eguali  (1).
(1)  Chi  volesse  dare  un  trattato  completo  della  gnomonica  nella
sua  massima  generalità,  cioè  di  quella  scienza  che  insegna  a  misurare  il
tempo,  dovrebbe  premettere  le  definizioni  dei  varj  tempi  stabiliti  dagli
astronomi;  e  percio  indicare  la  diversità  fra  i  tempi  sidereo,  vero  e  medio, -
  ed  esporre  il  modo  di  confrontarli.  Ma  questo  appunto  apparterrebbe -
  ad  un  trattato  completo,  che  non  è  del  nostro  scopo,  e  che  può  desumersi -
  da  qualunque  trattato  di  astronomia  elementare.  Laonde  qui  ri¬
            
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