Full text : Lib. IX (9)

PREFAZIONE
ci  decretarono  cosi  grandi  onori,  che  non  solamente -
  stando  in  mezzo  alle  adunanze  con  palma
e  corona  fossero  colmati  di  lodi,  ma  eziandio  ritornando -
  vittoriosi  ai  proprj  paesi  trionfanti  sulle
quadrighe  di  città  in  città  fossero  trasportati  alla
patria,  e  vita  durante  godessero  di  pensioni  sul
pubblico  erario  assegnate.
2.  Pensando  io  dunque  a  questo,  mi  maraviglio, -
  che  simili  ed  anco  più  grandi  onori  non
lenti  fra  quelli  che  gareggiano  nella  lotta,  nel  corso  od  in
altri  esercizj.
Le  ragioni  dello  Stagirita  sono  glustissime,  ed  il  fatto
le  comprova  tutto  giorno;  poichè  in  questo  medesimo  secolo, -
  detto  della  filosofia,  ed  in  cui  le  scienze  sono  portate  ad
un  punto  che  non  avevano  toccato  dapprima,  si  veggono
raminghi  gl'  ingegni  più  riputati,  ed  in  trionfo  i  mimi,  cui
si  consacrano  busti  e  statue,  e  ad  impinguare  i  quali  si  profondono -
  immensi  tesori,  che  meglio  sarebbero  impiegati  a
sollievo  dei  miserabili,  ad  incoraggiamento  delle  arti  utili,  e
specialmente  dell'  agricoltura,  con  che  si  eviterebbero  tanti
contagi,  che  poi  spaventano  terribilmente,  benchè  niuna  cura -
  siasi  posta  per  impedirne  la  propagazione.
(*)  Queste  quattro  feste  erano  dai  Greci  celebrate  in
onore  di  Giove,  di  Apollo,  di  Palemone  e  di  Archimoro,
come  nota  il  Filandro;  ed  i  vincitori  erano  premiati  con  corone -
  di  ulivo  selvatico,  o  di  pomi,  o  di  pino  o  di  appio,
come  si  ha  da  Archia  nel  primo  libro  degli  epigrammi  greci. -
  Celebri  sono  le  odi  da  Pindaro  cantate  in  onore  di  quelli -
  che  vincevano  a  questi  giuochi,  ed  in  particolare  l'  inno
quinto.  1  giuochi  poi  che  si  celebravano  in  queste  feste  erano -
  di  cinque  sorta  (per  cui  i  Greci  dicevano  Pentalli,  ed  i
Latini  Quinquerzj  quelli  che  vincevano),  cioè  il  salto,  il  disco, -
  il  trar  d'arco  e  la  lotta,  accennati  da  Simonide  nel  libro -
  primo  degli  Epigrammi.  Su  questi  giuochi  si  possono
consultare  Pausania,  Sesto  Pompeo,  Giovanni  Battista  Pio,
e  sopra  ogni  altro  Eduardo  Corsini,  il  quale  nel  1747  pubblicò -
  in  Firenze  quattro  dissertazioni  per  determinare  l'  origine -
  dei  medesimi,  il  tempo  in  cui  seguivano,  le  leggi  dietro
le  quali  si  dirigevano,  i  premj  e  gli  onori  che  si  decretavano -
  ai  vincenti,  ed  i  nomi  dei  più  celebri  che  trionfarono.
            
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