GIUNTA 11.
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orbite planetarie, descrivendola in un piano meno inclinato
di ogni altro a quello dell' eclittica. L'analogia, più che le
osservazioni, servi a stabilire la teoria del suo movimento;
e perciò si ritiene, benchè non vi sia nessuna prova diretta,
che sia esso un corpo opaco ravvolgentesi intorno ad un asse -
conformemente agli altri pianeti. Siccome non si ebbe ancora -
alcun dato su questa rotazione, cosi non si potè determinarne -
la durata. Ciò che diede il calcolo approssimato si
riduce a quanto segue.
Urano impiegherà circa ottantaquattr' anni a compiere
la sua intera rivoluzione siderale; sicchè devono scorrere
ancora trentatrè anni prima ch' esso ritorni à quella posizione, -
nella quale fu per la prima volta veduto da Herschel.
Il Sole deve apparire in Urano la quattrocentesima parte di
quello che si osserva da noi. Il suo volume corrisponde ad
81. 26 di quello della Terra, e la sua massa ad 1.6904
della nostra.
L'analogia stessa ha portato lo scopritore del pianeta a
supporre che intorno ad esso vi si aggirassero alcuni satelliti -
; e difatti dopo inutili ricerche, procurando al suo telescopio -
una maggior quantità di luce con sopprimervi lo specchio -
minore, pervenne nel 1787 a scoprirne due; poscia due
altri ne osservò nel 1790; e finalmente altri due nel 1794.
Ritiensi pertanto che Urano sia circondato da sei satelliti, i
quali, dietro quanto espose Herschel (il solo che li abbia
finora osservati), si aggirano in orbite quasi circolari e perpendicolari -
al piano dell' eclittica. Le durate delle loro rivoluzioni -
furono direttamente osservate dall' astronomo inglese -
pel secondo e pel quarto satellite; le altre furono dedotte -
dalle leggi di Keplero, leggi che l'osservazione riscontrò -
vere in tutti gli altri satelliti non meno che nei pianeti
primarj. Finalmente quell' osservatore credè di rimarcare in
Urano uno schiacciamento, e di vederlo cinto da uno o più
anelli, come pure da un' atmosfera molto densa.
10. Questi sono i soli corpi che fino ad ora si osservarono -
aggirarsi d' intorno al Sole con leggi uniformi e con
apparizion regolari. Ve ne hanno però degli altri, che devono -
comprendersi nel numero dei pianeti, e che formano
parte del nostro sistema, i quali per la loro forma ordinaria