Volltext : Lib. IX (9)

GIUNTA  II.
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te  quasi  sopra  una  stessa  linea.  Le  quali  circostanze  fecero
supporre  ad  Olbers,  dopo  ch'  ebbe  scoperta  Pallade,  che
questa  e  Cerere  fossero  i  frammenti  di  un  pianeta  primario.
spezzato  per  qualche  esplosione  od  altra  circostanza  particolare; -
  ed  in  forza  di  questa  ipotesi  si  andò  esaminando  se
ve  ne  esistessero  altri,  per  cui  si  scoprirono  in  seguito  Giunone -
  e  Vesta.
7.  Giove,  il  più  grande  di  tutti  i  pianeti,  il  cui  volume
ha  con  quello  della  Terra  il  rapporto  di  1280,9  ad  uno.
abbraccia  con  la  sua  orbita  tutte  quelle  dei  pianeti  sopra
enunciati.  La  sua  gran  distanza  dal  Sole  che  arriva  a  centoventicinquemila -
  trecentosessantasette  semidiametri  terrestri,  e
la  piccolezza  dei  pianeti  ch'  egli  abbraccia,  deve  far  si  che
questi  siano  in  esso  appena  perspicibili,  e  che  nelle  congiunzioni, -
  quando  stanno  sulla  stessa  linea  con  Giove  e  col  Sole, -
  anzichè  produrre  un'  eclisse,  si  mostrino  come  punti  neri -
  projettati  sul  disco  solare,  nello  stesso  modo  che  veggiamo -
  noi  Mercurio.  L'area  poi  di  questo  disco  deve  apparire -
  la  ventisettesima  parte  di  quella  che  apparisce  a  noi,
e  per  ciò  essere  la  luce  ed  il  calore/ventisette  volte  meno
intense.  La  sua  orbita  è  inclinata  all'  eclittica  poco  più  di
un  grado,  e  viene  da  esso  percorsa  in  giorni  4332.59631.
cioè  quasi  dodici  anni,  ruotando  intorno  ad  un  asse  quasi
perpendicolare  al  piano  dell'  orbita  nello  spazio  di  cirça  dieci -
  ore,  ossieno  giorni  o,  41358  ;  rotazione  che  fu  calcolata
per  mezzo  di  alcune  macchie  che  si  osservano  sul  suo  disco
e  di  alcune  fascie  vicinissime  fra  loro  e  parallele  al  suo  equatore. -
  Molte  altre  macchie  irregolari  si  osservano  in  Giove, -
  le  quali  ora  si  allargano,  ora  si  restringono  e  finalmente
spariscono.  L'ipotesi  su  queste  macchie  è  la  stessa  che  su
quelle  degli  altri  pianeti,  cioè  che  vi  sieno  nubi  folte  che  i
venti  trasportino  con  diverse  velocità  in  un'  atmosfera  agitatissima. -
  Giove  presenta  uno  schiacciamento  ai  suoi  poli  molto -
  sensibile  essendo  fra  il  suo  asse  maggiore  ed  il  minore  il
rapporto  di  uno  a  o,  9287  ;  e  ciò  dipende  dalla  grandissima
celerità,  con  cui  si  ravvolge  intorno  al  suo  asse,  per  cui  le
molecole  che  sono  sotto  all'  equatore  provano  una  grandissima -
  forza  centrifuga.
Fra  i  quattro  pianeti  che  si  aggirano  più  presso  del
            
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