GIUNTA II.
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te quasi sopra una stessa linea. Le quali circostanze fecero
supporre ad Olbers, dopo ch' ebbe scoperta Pallade, che
questa e Cerere fossero i frammenti di un pianeta primario.
spezzato per qualche esplosione od altra circostanza particolare; -
ed in forza di questa ipotesi si andò esaminando se
ve ne esistessero altri, per cui si scoprirono in seguito Giunone -
e Vesta.
7. Giove, il più grande di tutti i pianeti, il cui volume
ha con quello della Terra il rapporto di 1280,9 ad uno.
abbraccia con la sua orbita tutte quelle dei pianeti sopra
enunciati. La sua gran distanza dal Sole che arriva a centoventicinquemila -
trecentosessantasette semidiametri terrestri, e
la piccolezza dei pianeti ch' egli abbraccia, deve far si che
questi siano in esso appena perspicibili, e che nelle congiunzioni, -
quando stanno sulla stessa linea con Giove e col Sole, -
anzichè produrre un' eclisse, si mostrino come punti neri -
projettati sul disco solare, nello stesso modo che veggiamo -
noi Mercurio. L'area poi di questo disco deve apparire -
la ventisettesima parte di quella che apparisce a noi,
e per ciò essere la luce ed il calore/ventisette volte meno
intense. La sua orbita è inclinata all' eclittica poco più di
un grado, e viene da esso percorsa in giorni 4332.59631.
cioè quasi dodici anni, ruotando intorno ad un asse quasi
perpendicolare al piano dell' orbita nello spazio di cirça dieci -
ore, ossieno giorni o, 41358 ; rotazione che fu calcolata
per mezzo di alcune macchie che si osservano sul suo disco
e di alcune fascie vicinissime fra loro e parallele al suo equatore. -
Molte altre macchie irregolari si osservano in Giove, -
le quali ora si allargano, ora si restringono e finalmente
spariscono. L'ipotesi su queste macchie è la stessa che su
quelle degli altri pianeti, cioè che vi sieno nubi folte che i
venti trasportino con diverse velocità in un' atmosfera agitatissima. -
Giove presenta uno schiacciamento ai suoi poli molto -
sensibile essendo fra il suo asse maggiore ed il minore il
rapporto di uno a o, 9287 ; e ciò dipende dalla grandissima
celerità, con cui si ravvolge intorno al suo asse, per cui le
molecole che sono sotto all' equatore provano una grandissima -
forza centrifuga.
Fra i quattro pianeti che si aggirano più presso del