Volltext : Lib. IX (9)

GIUNTA  II.
chiamano  stelle.  Se  si  ritenga  adunque  il  cielo  stellato  siccome -
  assolutamente  immobile,  indi  si  vengano  segnando  le  orbite -
  dei  pianeti,  che  variano  in  ampiezza,  perchè  quei  corpi -
  sono  inegualmente  distanti  dal  Sole,  si  consideri  in  questi -
  i  due  moti  rotatorio  e  progressivo,  e  finalmente  si  stabilisça -
  il  Sole  come  foco  di  tutte  quelle  ellissi  animato  dal  solo -
  moto  rotatorio,  si  avrà  con  la  massima  semplicità  l'idea
del  sistema  solare,  detto  sistema  copernicano,  dal  nome  di
quello  che  seppe  svilupparlo  completamente.  Diciamo  svilupparlo, -
  perciocchè  esso  non  è  affatto  nuovo  in  quanto  ai
due  moti  della  terra.  Tuttavia,  come  osserva  il  Bailly,  Copernico -
  espone  le  sue  idee  con  quella  sicurezza  che  mostra
la  fiducia  di  un  ingegno  sublime,  e  le  concepisce  con  quella -
  forza  di  menté  che  fa  conoscere  esser  quelle  sue  proprie;
e  se  anche  non  avessero  avuto  vita  prima  di  lui,  egli  le  avrebbe -
  inventate,  poichè  imprime  ad  esse  un  carattere  originale. -

Questo  sistema,  soggiunge  il  citato  storico-astronomo,
non  ha  più  alcun  oppositore  ;  tuttavia  fa  d'  uopo  conoscere
i  motivi,  pei  quali  venne  abbracciato,  e  si  stabili  come  verità -
  fondamentale  dell'  astronomia.  E  noi  pure  crediamo  di  riferire -
  gli  stessi  suoi  argomenti.  Esaminando  il  moto  diurno,
si  vede  che  se  la  terra  vuolsi  in  quiete,  e  che  per  conseguenza -
  il  cielo  si  volga  d'  intorno  ad  essa  nel  corso  di  ventiquattr' -
  ore,  sarà  necessario  che  si  muova  una  sorprendente -
  moltitudine  di  stelle,  e  che  queste  conservino  tra  loro  le
medesime  distanze;  e  malgrado  questo  moto  pérenne  nulla
sensibilmente  siasi  cangiato  nella  loro  posizione-  reciproca
dall'  esistenza  del  mondo  in  poi.  L'  immaginazione  si  spaventa -
  all'  idea  della  rapidità  necessaria  a  questo  movimento;
qualunque  sia  la  distanza  delle  stelle  da  noi,  è  però  grandissina, -
  e  devesi  concepire  una  sfera  di  tal  'raggio  che  si
muova  per  lo  meno  con  la  velocità  di  cinquantacinque  mille -
  miglia  per  ogni  minuto,  mentre  che  la  Terra  farebbe  apparire -
  gli  stessi  fenomeni  con  la  sola  celerità  di  circa  ventitrè -
  miglia  per  secondo.  Gli  antichi  non  potendo  concepire
si  grande  velocità  congiunta  a  tal  precisione,  avevano  attaccate -
  le  stelle  ad  una  sfera  di  cristallo  che  le  trasportava  tutte -
  ad  un  tempo,  senz  alterare  le  loro  distanze  reciproche,
            
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