GIUNTA II.
chiamano stelle. Se si ritenga adunque il cielo stellato siccome -
assolutamente immobile, indi si vengano segnando le orbite -
dei pianeti, che variano in ampiezza, perchè quei corpi -
sono inegualmente distanti dal Sole, si consideri in questi -
i due moti rotatorio e progressivo, e finalmente si stabilisça -
il Sole come foco di tutte quelle ellissi animato dal solo -
moto rotatorio, si avrà con la massima semplicità l'idea
del sistema solare, detto sistema copernicano, dal nome di
quello che seppe svilupparlo completamente. Diciamo svilupparlo, -
perciocchè esso non è affatto nuovo in quanto ai
due moti della terra. Tuttavia, come osserva il Bailly, Copernico -
espone le sue idee con quella sicurezza che mostra
la fiducia di un ingegno sublime, e le concepisce con quella -
forza di menté che fa conoscere esser quelle sue proprie;
e se anche non avessero avuto vita prima di lui, egli le avrebbe -
inventate, poichè imprime ad esse un carattere originale. -
Questo sistema, soggiunge il citato storico-astronomo,
non ha più alcun oppositore ; tuttavia fa d' uopo conoscere
i motivi, pei quali venne abbracciato, e si stabili come verità -
fondamentale dell' astronomia. E noi pure crediamo di riferire -
gli stessi suoi argomenti. Esaminando il moto diurno,
si vede che se la terra vuolsi in quiete, e che per conseguenza -
il cielo si volga d' intorno ad essa nel corso di ventiquattr' -
ore, sarà necessario che si muova una sorprendente -
moltitudine di stelle, e che queste conservino tra loro le
medesime distanze; e malgrado questo moto pérenne nulla
sensibilmente siasi cangiato nella loro posizione- reciproca
dall' esistenza del mondo in poi. L' immaginazione si spaventa -
all' idea della rapidità necessaria a questo movimento;
qualunque sia la distanza delle stelle da noi, è però grandissina, -
e devesi concepire una sfera di tal 'raggio che si
muova per lo meno con la velocità di cinquantacinque mille -
miglia per ogni minuto, mentre che la Terra farebbe apparire -
gli stessi fenomeni con la sola celerità di circa ventitrè -
miglia per secondo. Gli antichi non potendo concepire
si grande velocità congiunta a tal precisione, avevano attaccate -
le stelle ad una sfera di cristallo che le trasportava tutte -
ad un tempo, senz alterare le loro distanze reciproche,